845, problema, debito, interesse, creato, banche





20/06/2013 11:22:13
di Barbara Lutzu
10/06/2013 08:24:05
di Magdi Cristiano Allam
08/06/2013 20:32:19
di Giorgios Malouchos
08/06/2013 08:38:36
di Carlo Di Pietro
04/06/2013 15:00:48
di Paolo Cardenà
04/06/2013 14:46:51
di www.wallstreetitalia.com/ /
29/05/2013 14:02:49
di http://intermarketandmore.finanza.com /
29/05/2013 12:14:16
di www.economiaweb.it /
29/05/2013 11:47:21
di Stefano Di Francesco
28/05/2013 16:12:08
di Vito Lops
28/05/2013 08:53:56
di Bagnai, Borghi e altri economisti
28/05/2013 08:46:08
di www.lantidiplomatico.it /
27/05/2013 18:34:34
di Danilo Taino
27/05/2013 12:01:39
di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan Kawalec
25/05/2013 14:48:45
di www.libreidee.org /
25/05/2013 09:59:27
di Pietro Vernizzi





"Dalla denuncia dell'Eurocrazia nasce il nuovo centro-destra italiano" (Carlo Fidanza alla Chiacchierata con Magdi Cristiano Allam, Bruxelles, 19/6/2013)
di Io amo l'Italia
20/06/2013 16:38:58
Continua...1 CommentoinShare.122 La vera arma dei terroristi islamici è il lavaggio di cervello nelle moschee (Magdi Cristiano Allam, TgCom24, 19/6/2013)
di Magdi Cristiano Allam
20/06/2013 13:39:34
Continua...2 CommentiinShare.122 "Il terrorista islamico italiano ucciso in Siria è solo la punta dell'iceberg" (Magdi Cristiano Allam, Bruxelles, 19/6/2013)
di Io amo l'Italia
20/06/2013 11:29:49
Continua...0 CommentiinShare.122 L'asino di Troia: arma segreta dell'islam... (Parte Seconda)
di Andrea Tedesco
20/06/2013 10:03:11
La strategia adottata dall'alleanza anti-occidentale islamo-comunista ruota intorno alla demonizzazione dell'Occidente risultante dall'enfasi sul negativo, rispettivamente sugli errori del passato da parte della sinistra, e i difetti del presente per lo più da parte dell'islam, ricondotti comunque da ciascuno dei due alleati alle radici giudaico-cristiane. Non sorprende dunque che i cristiani siano odiati da entrambi e vengano perseguitati e massacrati dall'islam radicale, tra l'indifferenza dei paladini dei diritti umani della sinistra. In ogni caso, la demonizzazione dell'Occidente lo indebolisce, riducendone l'autostima e aumentando al contempo l'aggressività islamica.

Per contrastare efficacemente la duplice strategia del nemico è quindi imperativo per i suoi difensori sottolineare i passati successi e i contributi dell'Occidente al progresso reale dell'umanità, e le qualità e le virtù del presente, enfatizzando le radici giudaico-cristiane di entrambi. Questo può essere più facilmente attuato concentrando le forze sull'indebolimento della sinistra, confutandone le menzogne, e in ogni altro lecito modo possibile. L'esistenza della sinistra, infatti, non solo genera sensi di colpa e bassa autostima, ma fornisce, attraverso la corruzione dei costumi, prova difficilmente confutabile della debolezza dell'Occidente agli occhi dei musulmani, aumentandone così la motivazione e l'aggressività e favorendo il reclutamento di militanti.

L'islam, infatti, disprezza la sinistra che lo convince ulteriormente della corruzione e della debolezza dell'Occidente cristiano con il suo buonismo e le sue politiche a favore dell'emancipazione femminile, dell'aborto e dei matrimoni omosessuali. Anche una fetta consistente dei cristiani, inclusi i cattolici, non a caso a volte definiti cattocomunisti, cade nella trappola della demonizzazione dell'Occidente, attirata dall'esca del pacifismo, del terzomondismo e del buonismo, che confonde con l'aspirazione alla pace, la solidarietà con i poveri e la bontà, finendo per sposare, suo malgrado, o inconsapevolmente, la causa del nemico islamo-comunista.

Alle elezioni, infatti, la sinistra cattolica tende a votare per candidati politici di sinistra, i quali, una volta eletti, puntualmente propongono e attuano vergognose politiche anti-cristiane quali l’aborto, il matrimonio omosessuale, etc. , come fecero ad esempio sia Zapatero in Spagna, sia Obama negli Usa.

Gli islamici sono prevedibilmente confortati nel loro disprezzo per l'Occidente e per le sue radici giudaico-cristiane in modo particolare proprio dalla corruzione dei costumi e l'apparente accettazione di leggi contro la vita e la natura da parte di ampi settori ecclesiali.  Alcuni cristiani, pur sfuggendo a questo insidioso fraintendimento, non riescono ad evitare di cadere vittime dell'inganno del degrado morale come causa scatenante l'aggressione islamica.  

La corruzione dei costumi non è però la causa originale dell'attacco dell'islam, così come una minigonna non è la ragione ultima di uno stupro. Semmai, è un fattore predisponente che agevola l'aggressione stimolandola, proprio come la provocazione del corpo lasciato scoperto dall'indumento. La percezione della debolezza di una preda ferita o attempata stimola l'attacco del predatore, ma non è responsabile dell'attacco in sé, che dipende invece dalla natura del predatore. L'islam è una specie predatrice dalla natura estremamente aggressiva, che aggredisce qualunque preda gli capiti a tiro compresi e a partire dai suoi simili. Attribuire alla corruzione dell'Occidente la colpa dell'aggressione islamica non è altro che una versione più sofisticata della teoria del terrorismo islamico come reazione ai soprusi e le ingiustizie commessi dall'Occidente ai danni del Terzo Mondo. L'Occidente non si è meritato l'attacco islamico, nonostante la sua corruzione e la diffusione di ideologie anti-cristiane, gli Usa non si sono meritati l’orrore dell'11 settembre 2001 a causa della Riforma Protestante, il terrorismo islamico non è l’equivalente moderno del diluvio universale, una sorta di punizione divina per i peccati dell’Occidente. L'Occidente subisce l'attacco islamico da sempre proprio per le sue radici giudaico-cristiane, il fatto che oggi l'Occidente sia meno cristiano di un tempo lo rende solo più vulnerabile.

Una straordinaria conferma di questo odio atavico arriva, oltre che dai versetti coranici che sanciscono l'obbligo di odiare ebrei e cristiani, e soggiogarli nella migliore delle ipotesi, anche da colui che incarnò il volto della riforma islamica, il ritorno all'islam delle origini, cioè Osama Bin Laden. Costui nei sui messaggi pubblici rivolti alle masse islamiche fece sempre riferimento agli americani come ai “crociati” impegnati in una “crociata” contro l'islam, prima di menzionare alcun esempio di corruzione degli Usa, lasciando pertanto intendere che il degrado morale fosse secondario e la naturale conseguenza della fede cristiana. L'islam odia l'Occidente e i cristiani per ragioni legate alla sua natura, come comprovato dall'incitamento alla guerra contro gli infedeli contenuta nel Corano precedente qualsiasi invasione o torto subito per mano delle potenze occidentali e cristiane, e molto prima di qualsiasi forma di decadenza della cristianità.

Nel VII secolo, agli inizi dell'espansione islamica, il Medio Oriente e l'Europa erano cristiani ed è difficile pensare che fossero già corrotti e in declino per effetto di un processo di modernizzazione, di allontanamento dalla fede cristiana etc. La sinistra ancora non esisteva, la Rivoluzione Francese non era avvenuta, l'Illuminismo era una minaccia ancora ben oltre l'orizzonte temporale. Eppure la cristianità non riscosse alcun successo nella cristianizzazione dell’islam, né riuscì a guadagnarsi il suo rispetto, anzi subì il suo attacco implacabile e soccombette in quasi tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, riuscendo alla fine a respingerlo in Europa alle porte di Vienna con la forza delle armi perché sostenuta dalla fede e dai valori giudaico-cristiani e dall'orgoglio della propria storia e delle proprie radici.

La riscoperta e il recupero dell'identità giudaico-cristiana, essenziale non per evitare l'inevitabile aggressione, ma per poterla respingere, non può prescindere dall'enfasi sulle virtù e i successi della civiltà occidentale per contrastare l'impatto del pessimismo devastante della sinistra. L’Occidente non deve quindi diventare un modello di perfetta coerenza per aver diritto all’autodifesa. Come già ribadito, questo modo di pensare, che ancora una volta enfatizza i limiti, i difetti e le colpe dell'Occidente, è il frutto del perfezionismo ed è responsabile della drammatica accelerazione del declino occidentale negli ultimi cinquant’anni. Il declino occidentale, infatti, sebbene affondi le sue origini nella notte dei tempi, è stato alimentato e drammaticamente accelerato dalla sinistra che, dopo aver raccolto l'eredità di tutte le precedenti filosofie e ideologie anti-cristiane, ha continuato a focalizzare l'attenzione sugli aspetti negativi e demonizzato la civiltà occidentale e le sue radici giudaico-cristiane sulla base dei suoi difetti. Questo stesso approccio ha consentito di screditare la Chiesa e il cristianesimo e quindi minare le fondamenta stesse della civiltà occidentale. L'insistenza sui limiti, per esempio sulla divisione tra cattolici e protestanti, invece di gettare acqua sul rogo in cui la sinistra vorrebbe bruciare tutto l'Occidente e la sua storia, alimenta le fiamme con l'aggiunta di ulteriore combustibile, offrendo alla pignoleria dei perfezionisti fisiologici altre scuse per screditare il cristianesimo.

Mai come in questo frangente vale l'aforisma: "il nemico del mio nemico è mio amico". La sinistra e l'islam odiano tutti i cristiani senza distinzioni, quindi tutti i cristiani, in quanto nemici della sinistra e dell'islam, dovrebbero essere amici tra loro. Una volta sconfitto il comune e mortale nemico, essi potranno tornare a discutere delle loro differenze e a cercare di risolvere le loro divisioni.                                                                                                                              Per i difensori di "Ilio", questo non è il momento di litigare per stabilire chi sia più nobile, ma di smantellare l'asino di Troia all'interno delle mura!

Convegno presieduto da Magdi Cristiano Allam: 'Lo sviluppo urbanistico in Italia ed Europa. Si o no ai Grattacieli?
di Io amo l'Italia
19/06/2013 15:04:05
"La Turchia di Erdogan conferma che l'islam usa la democrazia per imporre la sharia" (Magdi Cristiano Allam, Strasburgo 12/6/2013)
di Io amo l'Italia
19/06/2013 11:57:13
"Perché Io amo l'Italia si scioglie e promuove il Fronte Prima gli italiani" (Magdi Cristiano Allam, Bruxelles, 17/6/2013)
di Io amo l'Italia.
18/06/2013 12:54:51
 Approvata risoluzione sulla libertà religiosa: l'Europa tace sul cristianesimo e legittima l'islam.

Approvata risoluzione sulla libertà religiosa: l'Europa tace sul cristianesimo: e legittima l'islam
di Flavio Facioni . 15/06/2013 15:28:44 E’ stata approvata dal Parlamento Europeo a Strasburgo la relazione sulla “promozione e la protezione della libertà religiosa o di credo”. La votazione è avvenuta giovedì 13 giugno e si è conclusa con 372 voti a favore, 213 contrari e 26 astensioni da parte dei deputati europei. L’opposizione di Magdi Cristiano Allam e di altri 212 deputati all’approvazione del documento non sono dunque bastati affinché il provvedimento venisse rigettato. Tale relazione rivela ancora una volta la realtà assolutamente relativista esistente in seno all’Unione Europea, in cui, all’insegna del buonismo e del multiculturalismo, vengono demolite, costantemente, le fondamenta su cui, si basa la nostra civiltà, e si legittima con sempre maggiore forza l’islam: all’interno della nostra civiltà a discapito: delle nostre origini e dei nostri valori cristiani.

Infatti, oltre il titolo apparentemente positivo della relazione e un approccio che vuole connotarsi come tollerante e aperto alla difesa della libertà religiosa, all’interno della proposta approvata si delinea un quadro caratterizzato da assenza di regole da rispettare, apertura incondizionata a ogni espressione religiosa e ideologica a prescindere dal contenuto delle stesse, legittimazione dell’islam (sebbene mai esplicitamente nominato).

Basti leggere alcuni passaggi della relazione per comprendere questa realtà:

“considerando …omissis… che la discriminazione sulla base della religione o del credo continua a esistere in tutte le regioni del mondo, inclusa l'Europa e i paesi limitrofi, e che le persone appartenenti a particolari comunità religiose, tra cui le minoranze religiose e i non credenti, continuano a veder negati i propri diritti umani e sono regolarmente vittime di discriminazioni, arresti e condanne e talvolta, in molti paesi, vengono persino giustiziate a causa della loro religione o del loro credo”

Sin da queste premesse è possibile evincere che esiste una equiparazione tra realtà differenti e che non si effettua alcun distinguo tra le discriminazioni che portano a numerose stragi di cristiani in tutto il mondo e quella che è invece la realtà degli Stati europei.

Successivamente nell’enucleazione degli obiettivi della relazione si legge:

“La promozione del diritto alla libertà di religione o di credo e le misure volte a evitare le violazioni di tale diritto devono essere una priorità delle politiche esterne dell'UE; la mancanza di tolleranza religiosa, di apertura al dialogo e di convivenza ecumenica sfocia spesso in disordini politici, violenze e conflitti armati aperti, che mettono a repentaglio la sopravvivenza e compromettono la stabilità regionale

…omissis… occorre che gli orientamenti garantiscano la chiarezza delle definizioni utilizzate e la piena e adeguata protezione del diritto alla libertà di religione o di credo, conformemente al diritto internazionale nelle sue espressioni private e pubbliche nonché nella sua dimensione individuale, collettiva e istituzionale, ivi inclusi il diritto di credere o meno, il diritto di cambiare religione o credo, la libertà di espressione, riunione e associazione e il diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni morali, siano esse religiose o non religiose.”

Anche in questi passaggi emerge un contesto in cui si parla solo ed esclusivamente di libertà e di diritti a prescindere dal contenuto delle religioni e dei credi, dai valori e dai doveri. In tal senso l’Europa non afferma una propria linea identitaria precisa che funga da modello ed esempio. Ne deriva un quadro in cui viene legittimata la realtà dell’islam anche in Europa, in nome di una presunta tolleranza, proclamata con ipocrisia e sufficienza. Per giungere a tale legittimazione si adduce come pretesto la realtà di altri contesti e di altri religioni in cui realmente si verificano episodi di discriminazione e di intolleranza come avviene per i cristiani nel mondo.

Tale legittimazione dell’islam in Europa non viene effettuata solo sul piano ideologico, ma anche su quello concreto e istituzionale, come è possibile evincere dal testo della relazione che segue:

“Libertà di espressione

occorre sottolineare negli orientamenti che una componente indispensabile della libertà di religione o di credo è il diritto di ciascun individuo di manifestare detta libertà da solo o insieme ad altri; tale diritto comprende:

– la libertà di culto o di riunione in relazione a una religione o a un credo, nonché la libertà di istituire e mantenere luoghi e siti religiosi per queste finalità;

– la libertà di creare e mantenere idonee istituzioni religiose, mediatiche, educative, sanitarie, sociali, caritatevoli o umanitarie;

– la libertà di chiedere e ricevere contributi finanziari volontari e di altro tipo da persone e istituzioni;

– la libertà di formare, nominare, eleggere o designare per successione gli opportuni leader previsti dai requisiti e dalle norme di una religione o di un credo;

– la libertà di instaurare e mantenere i contatti con persone e comunità a livello nazionale e internazionale in relazione a questioni riguardanti la religione e il credo; analogamente, negli orientamenti andrebbe sottolineato che il diritto a esercitare la religione insieme ad altri (nel contesto del quale si devono sempre rispettare le libertà individuali) non dovrebbe essere indebitamente limitato ai luoghi di culto ufficialmente riconosciuti, e che tutte le restrizioni ingiustificate alla libertà di riunione dovrebbero essere condannate dall'UE; gli orientamenti dovrebbero rimarcare che gli Stati hanno il dovere di rimanere neutrali e imparziali nei confronti dei gruppi religiosi, anche per quanto riguarda il sostegno simbolico o finanziario.”

In questo modo si arriva a legittimare la proliferazione delle moschee in Europa, oltre che di altre istituzioni volte a rafforzare la presenza massiva dello stesso islam in Europa, con una sempre maggiore diffusione e interconnessione con altre realtà presenti in Paesi terzi, con le quali ne viene favorito l’interscambio. Le ripercussioni ricadrebbero anche nel tessuto sociale e nella crescita delle nostre generazioni future per le quali viene preclusa la possibilità degli Stati di dare una impronta alla istruzione e alla cultura nel nostro Paese e si arriva a garantire una morale che varia a seconda del credo religioso (come se fossero ammesse anche morali differenti):

“come stipulato dalle norme riconosciute a livello internazionale, i genitori o i tutori legali hanno la libertà di assicurare che i figli ricevano un'istruzione religiosa e morale in linea con le loro convinzioni, e il bambino non dovrà essere costretto a ricevere insegnamenti in materia di religione o credo contro la volontà dei genitori o dei tutori legali, secondo il principio guida dei migliori interessi del minore; il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose o non religiose include il diritto a rifiutare qualsiasi intromissione indebita nella loro educazione da parte di soggetti statali o non statali che contrasti con le loro convinzioni religiose o non religiose”

Infine, si concede anche la possibilità di garantire la diffusione di organizzazioni religiose non registrate, circostanza questa che permetterebbe il proliferare incontrollato di realtà organizzate pericolose per la nostra sicurezza:

“l'UE dovrebbe intervenire laddove gli obblighi di registrazione imposti alle organizzazioni religiose o legate a un credo limitino indebitamente la libertà di religione o di credo; la registrazione non dovrebbe essere intesa come un requisito necessario per godere del diritto alla libertà di religione o di credo, in quanto questo diritto non può essere subordinato a obblighi amministrativi o giuridici”

Tutto ciò si tramuta insomma in un quadro buonista, relativista, multiculturalista che rende l’Europa ancor più una terra di conquista, in cui, tutto è reso possibile, grazie, alla presenza di soli diritti e libertà, in assenza di doveri e di valori chiari , e definiti a cui ispirarsi e da rispettare.

Siamo di fronte a una Europa incapace di affermare se stessa e di stabilire una propria identità culturale, sociale, valoriale, su cui imperniare una civile convivenza che rispetti la nostre origini e le nostre tradizioni.

In questo modo apriamo ancor di più le nostre porte, facendo perdere le certezze e i punti di riferimento per le nuove generazioni, consentendo a tutti di affermare le proprie consuetudini, prescindendo dalla bontà delle stesse, come se i valori su cui si basano la religione cristiana e quella islamica fossero gli stessi.

Eppure questa apertura incondizionata e questo relativismo viene attuato solo a casa nostra, in Europa, e non in quei Paesi verso cui ci mostriamo ipocritamente così tolleranti e benevoli, nascondendosi dietro nobili ideali e ottimi propositi. Ma si sa, questa ipocrisia non è di casa ovunque e questo dovrebbe farci riflettere.



Sardex: acquistare senza denaro. In Sardegna ci sono riusciti
di Barbara Lutzu
20/06/2013 11:22:13 (http://canali.kataweb.it/)È una nuova moneta, ma il secessionismo non c'entra nulla. Il Sardex ha creato un mercato parallelo dove si scambiano beni e servizi. E dopo aver convinto gli imprenditori, ora la valuta si estende anche ai consumatori, che potranno fare acquisti per la vita di tutti i giorni accumulando bonus

Comprare senza soldi oggi si può. Almeno in Sardegna (e presto anche in altre regioni) grazie aSardex.net, una rete di imprese locali che si scambiano beni e servizi tra di loro senza spendere un euro. Come? Operando in unmercato complementare e parallelo rispetto a quello tradizionale, dove tutte le compravendite avvengono proprio con il Sardex, un'unità di conto digitale dal valore di un euro che misura debiti e crediti all'interno del circuito. Un circuito che piano piano si sta ora aprendo anche ai privati consumatori, che presto potranno acquistare praticamente qualunque cosa senza intaccare il conto in banca.

Abbigliamento, alimentari, informatica, arredamento, ma anche una cena al ristorante, una camera in albergo, o ancora un commercialista, fotografo, dentista e veterinario. Nella rete Sardex.net (acronimo per Sardinia exchange network) si trova di tutto. Nata nel 2010 grazie all'intuizione di quattro amici – Carlo Mancosu, Giuseppe e Gabriele Littera e Franco Contu, ai quali si è poi aggiunto Piero Sanna – conta oggi circa 1250 imprese sarde iscritte e dà lavoro a una trentina di persone. “Abbiamo raggiunto i nostri primi obiettivi – dice Carlo Mancosu – creare un circuito sano e virtuoso e dei posti di lavoro non solo per noi ma anche per altre persone”. Sardex infatti non è una nuova forma di baratto, quanto una sorta di camera di compensazione dove le aziende si finanziano reciprocamente a tasso zero, acquistando e vendendo beni e servizi che producono e che spesso hanno difficoltà a vendere nel mercato dell'euro.

Come si entra in Sardex.net? Per entrare nel circuito un'azienda interessata non deve far altro che inviare la richiesta tramite il modulo online e prendere un appuntamento con il team di Sardex che verificherà che nel mercato ci sia un'effettiva richiesta del bene o del servizio offerto. Se viene accettata, l'impresa dovrà pagare una quota d'ingresso che va dai 150 euro ai mille euro in base alle sue dimensioni. Oltre a questo c'è un canone annuale versato in cambio dei servizi che Sardex.net offre: area broker con dieci professionisti che assistono le imprese in ogni momento; un portale di informazioni, un magazine interno e un servizio di newsletter per far circolare le informazioni più facilmente, un conto online e soprattutto l'attività dinetworking nell'intero territorio sardo, con incontri tra le aziende già nel circuito e quelle che potrebbero entrarvi, per ampliare la rete.

Dall'azienda al dipendente. Dopo oltre tre anni dal suo debutto, la rete Sardex.net inizia ad aprirsi anche ai privati cittadini.
Un primo programma si chiama B2E, che sta per “Business to Employee” e permette ai dipendenti delle aziende che fanno parte del circuito di poter comprare a loro volta beni e servizi all'interno della rete tramite anticipazioni di stipendio, bonus o premi di produzione che, anziché essere pagati in euro, vengono pagati in Sardex. Ai dipendenti viene quindi data una carta o un conto dove il datore di lavoro “versa” i crediti Sardex che il dipendente potrà poi spendere come vuole all'interno del circuito. Nel caso si tratti di un anticipo dello stipendio il lavoratore lo restituirà poi al datore, in euro, a interessi zero come decurtazione dal proprio salario. “In questo modo – spiega Mancosu – le imprese hanno la possibilità di ripristinare i bonus salariali e tutti quegli incentivi che erano stati sospesi per mancanza di liquidità. Noi sappiamo quanto questi premi siano importanti per i lavoratori e come contribuiscano a migliorarne il lavoro, e per questo abbiamo pensato alla possibilità che venissero pagati tramite Sardex. Così il lavoratore vede aumentare il proprio potere d'acquistoe allo stesso tempo contribuisce a far girare l'economia all'interno del circuito”.

Un sardex per tutti. Il prossimo passo al quale il team di Sardex sta lavorando è quello di permettere a tutti i consumatori di fare acquisti all'interno della rete usando questa “moneta virtuale”. Il meccanismo sarà molto simile a quello della fidelizzazione: il consumatore interessato potrà iscriversi al circuito presso uno degli esercenti che già ne fanno parte, riceverà una carta e da quel momento per tutti gli acquisti fatti in ognuna delle imprese aderenti alla rete riceverà una ricarica in Sardex che potrà andare dal 5 al 30 per cento della spesa effettuata. I crediti saranno depositati nel suo conto e usati per fare acquisti all'interno della rete.

“Questo è più importante di un semplice sconto – spiega ancora Mancosu – perché i soldi che si risparmiano grazie ad uno sconto vengono poi spesi dal consumatore come e dove preferisce e non per forza nell'ambito del sistema economico locale. Le ricariche Sardex, invece, diventeranno un affare per le altre aziende del circuito che potranno così crearsi nuovi clienti, e daranno la possibilità ai consumatori di acquistare beni e servizi che magari non potrebbero permettersi se dovessero pagarli in euro”. E così tutto rimane nel territorio.

Oltre i confini. Da qualche mese questo modello ha superato i confini dell'isola. Ai cinque ragazzi sardi sono arrivate richieste da molte altre regioni d'Italia per avviare realtà simili anche nei loro territori. È così è nata Sicanex in Sicilia, che in sette mesi di vita conta già 120 aziende iscritte, e Piemex in Piemonte, ancora in fase di avvio. Altri circuiti stanno per partire nel resto dell'Italia, supportati dalle conoscenze e dagli strumenti del team sardo..

http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2013/06/18/sardex-acquistare-senza-denaro-in-sardegna-ci-sono-riusciti/?h=0





Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso»
di Leone Grotti
13/06/2013 11:14:56 www.tempi.it - «Hamed Abdel-Samad è un apostata, ha messo in discussione l’islam in modo palese e ha detto che è una cattiva religione, fascista. La sua punizione dovrebbe essere la morte». Così Mahmoud Shabaan, professore di retorica all’università di al-Azhar, la massima autorità sunnita dell’Egitto, ha accusato Abdel-Samad, ricercatore in studi politici e islamici e autore di libri critici dell’islam considerati blasfemi in Egitto, che ha partecipato lo scorso 4 giugno a un forum in Egitto dal titolo “Fascismo islamico”.
«DEVE ESSERE UCCISO». Secondo Abdel-Samad, musulmano «poco osservante», «l’islam è diventata una religione fascista, mentre ai suoi inizi era aperta al pluralismo. Credo che dovrebbe rigettare la sharia e il jihad». Per queste parole il professore di al-Azhar è intervenuto pubblicamente in televisione, sul canale conservatore Hafaz, affermando: «Anche se si pente di quello che ha detto, deve essere ucciso. Il suo pentimento potrà servirgli quando si incontrerà con Dio nell’aldilà, ma ora deve essere ucciso». Anche Assem Abdel-Maged, membro del partito ultraconservatore Al-Jamaa Al-Islamiya ha fatto un appello pubblico a tutti i musulmani perché uccidano Abdel-Samad.
«ISLAM FASCISTA». Il ricercatore ha chiesto protezione alle autorità egiziane: «Questo è terrorismo ideologico, quello che penso può essere ritenuto giusto o sbagliato ma ho il diritto di dirlo. Shabaan ha dato a tutti i musulmani il diritto di uccidermi e ho già ricevuto una marea di insulti e minacce su Facebook e Twitter. È curioso che cerchino di difendersi dalle accuse di fascismo con un’azione fascista, cioè uccidere qualcuno solo per aver espresso un’idea».
PROTESTA ANTI-MORSI. Abdel-Samad ha chiesto anche al presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, membro dei Fratelli Musulmani, di esprimersi su questa vicenda. Larghe frange della società egiziana accusano Morsi di tollerare il crescente estremismo islamico in Egitto e il 30 giugno ci sarà al Cairo una grande manifestazione di piazza per chiedere elezioni presidenziali anticipate.


Sardex: acquistare senza denaro. In Sardegna ci sono riusciti

20/06/2013 11:22:13di Barbara LutzuLettera aperta: Caro Silvio, adesso libera l'Italia dall'euro

10/06/2013 08:24:05di Magdi Cristiano AllamEurozona: La Grecia ha pagato per l’euro

08/06/2013 20:32:19di Giorgios MalouchosBenedetto XVI ed il prof. Giacinto Auriti. L’euro non vale niente?

08/06/2013 08:38:36di Carlo Di PietroEuropa in precario equilibrio sopra la follia

04/06/2013 15:00:48di Paolo CardenàBilderberg 2013: l'elenco completo dei partecipanti

04/06/2013 14:46:51di www.wallstreetitalia.com/ /Chi controlla le lobby delle Super Banche?

29/05/2013 14:02:49di http://intermarketandmore.finanza.com /Debito pubblico, record a 2.034,7 miliardi

29/05/2013 12:14:16di www.economiaweb.it /La trappola del debito privato che destabilizza il sistema economico

29/05/2013 11:47:21di Stefano Di Francesco«Il Portogallo deve uscire dall'euro». Lisbona si spacca sul nuovo best seller

28/05/2013 16:12:08di Vito LopsLa segmentazione controllata dell’Eurozona per preservare le conquiste più preziose dell’integrazione europea.

28/05/2013 08:53:56di Bagnai, Borghi e altri economisti"La soluzione per salvare l'Europa: dividere l'euro", tre economisti su Bloomberg

28/05/2013 08:46:08di www.lantidiplomatico.it /La moneta unica è un soviet

27/05/2013 18:34:34di Danilo Taino Bloomberg: è la Francia a dover guidare l’uscita dall’euro. Ecco come e perché

27/05/2013 12:01:39di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan KawalecFiscal Compact, Guarino: il pareggio di bilancio è illegale

25/05/2013 14:48:45di www.libreidee.org /FINANZA/ Fortis: l’Ue ci ha "punito" ingiustamente, ecco le prove25/05/2013 09:59:27di Pietro VernizziL'Islanda dice no all'euro

24/05/2013 14:08:16di Valentina Veneroso Salviamo l'Europa: sciogliamo l'euro

24/05/2013 12:40:03di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan KawalecCritica al Manifesto di Paolo Savona: il problema è il debito e l'interesse creato dalle banche

22/05/2013 12:40:24di Stefano Di Francesco

"Drink your poisons made by yourself""You are all lost!" Luke19.27; Burn in Jesus's name!  vota Magdi Allam. youtube - .♰ CSPBCSSMLNDSMDVRSNSMVSMQLIVB






24/05/2013 14:08:16
di Valentina Veneroso
24/05/2013 12:40:03
di Brigitte Granville, Hans-Olaf Henkel e Stefan Kawalec
22/05/2013 12:40:24

di Stefano Di Francesco