846, Unione Europea, della moneta unica,

    @/theyearinreview/discussion -- per la prima volta, da quando, io ho installato DEBIAN, i #satanisti+, di, #youtube+, #google+, #datagate+, mi hanno mandato in blocco il #sistema #operativo, per la paura, che, tutti gli #ebrei, potessero diventare #cristiani.. ma, io credo, che, un vero atteggiamento #responsabile, da parte, di chiunque, vuole seguire, nel suo cuore, altre #spiritualità, non dovrebbe mai portare, a rifiutare formalmente, la religione dei propri padri, anche perché, come, noi abbiamo detto, il #cristianesimo non, è una religione, ma, una persona vivete, risorta, per chi ci crede.. ma, il mio obiettivo, non è #religioso, ma #politico.. infatti, io voglio, che, #ebraismo riconosca il #cristianesimo, come una delle sue tante, legittime #spiritualità, #correnti.. ecc.. cioè, si riconosca, che, anche, il #cristianesimo è una #spiritualità# #ebraica
    Universal BROTHERHOOD 15 minuti fa

    [ Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: "Se volete la pace riconoscete, il diritto all'esistenza di Israele" di Emanuel Segre Amar ,] Signor Presidente, i soldati israeliani non usano bambini come scudi: quando iniziano un conflitto: a fuoco coi terroristi, le scuole e le colonie estive israeliane: non fanno il lavaggio del cervello agli alunni perché: compiano azioni violente contro i civili, gli esponenti religiosi d'Israele non tessono: le lodi di bambini che compiono azioni terroriste. Credo che il modo in cui l'Autorità Palestinese: educa i propri bambini e la propria società: sia un indicatore chiave. delle sue vere intenzioni. Nonostante tutto ciò, non voglio perdere la speranza, che, Lei lavorerà duro per costruire una vera cultura di pace durevole. Cordialmente. In Fede, Emanuel Segre Amar -- Vice Presidente della Comunità Ebraica di Torino. ---> [[ Egitto, ricercatore musulmano critica l'islam, e viene attaccato, in tv: «È un apostata, e deve essere ucciso»
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @IsraelNationalTV/discussion -- certo , quello che segue, è soltanto, un discorso circa la democrazia, e, circa, la libertà di religione, giusto, per insegnare, qualcosa, di prezioso, ai salafiti, circa i nostri valori(...).. questo discoso, quindi, legittima, dal punto di vista cristiano, il messia politico ebraico, cioè, Unius REI .. perché, Gesù stesso, ha iniziato, ed ha concluso, il suo ministero, proprio parlando, della concretizzazione politica, del regno di Dio, sulla Terra, che, è il regno di Palestina, che, io ho il dovere di realizzare! .. quindi JHWH, manterrà, le sue promesse ad Israele, attraverso, di me.. ed ovviamente, io non ho relazione, con la religione, perché, io sono laico, soltanto, un politico universale, della fratellanza universale
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] [valenza politica, della teologia: in: UniusREI] in cosa il cristianesimo differisce: dalle altre religioni? Semplice, il cristianesimo non è una religione, ma: è: una PERSONA, risorta: Gesù Cristo di Betlemme"Yeshua Ha Maschiach", mi dispiace, se qualcuno si farà male, con queste mie parole, ma, questa è la verità! Perché, ogni religione, applica un culto, per unire, la divinità, al mondo degli uomini, in qualche modo, mentre, noi cristiani non abbiamo bisogno, di un culto, se è vero, che, lo Spirito Santo, abita nei corpi divinizzati: ed è lui che, è impegnato a pregare, con i suoi gemiti inesprimibili, in noi! Era, come dice l'Apostolo: 'Noi non sappiamo neppure come, dobbiamo pregare, ma lo Spirito stesso,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] intercede per noi, con: gemiti inesprimibili (Romani 8, 26). Pertanto, le potenzialità culturali, la rivoluzione, sublimazione, della civiltà: per il progresso umano, che, il cristianesimo porta, in se stesso, certo, questa vitalità, non è stata, qualcosa, che, non si è, ancora esaurita! Ha vinto: "Yeshua Ha Maschiach", figlio di Davide, che, lui siede, alla destra del Padre, dove, ogni cosa, già: è stata posta: sotto i suoi piedi, (fine della storia! Perché, se Cristo è risorto?, poi, la storia: è veramente finita!). Perché, Dio, anche se: Lui è lo Spirito: più nobile: sottile, santo, e puro?, lui è, pur sempre, una comunità, di amore,(una famiglia: in se stesso,) di infinito amore, e di infinita giustizia (quindi, di infinita, e unità perfetta)
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] (come persone senza questi sentimenti, possono dire di essere uomini di Dio? Loro, cioè, salafiti, Wahabiti, Illuminati, comunisti, farisei, ecc.. tutti dei veri razzisti, ed assassini, che, loro credono di essere dei santi, soltanto, perché, non sono adulteri, ecc.. ecc.. ma, questa è la verità, loro sono uomini di satana, soltanto!), poiché, questo amore: tra, di loro(tra, il Padre, e il Figlio?): è la generazione: dello Spirito Santo, cioè, un altra Persona Divina, tuttavia, è sempre: un solo, ed unico, Dio! Perché, noi accettiamo(senza discutere) la conoscenza moderna, della psicanalisi, che, a più riprese, afferma, (nell'unico uomo), l'esistenza di tre: soggetti di: coscienza [tre io]:
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] io bambino, io genitore, io razionale, .. oppure, consco inconscio e subconscio, e di tre livelli, di conoscenza: tre livelli: di: personalità, sempre, nello stesso uomo: cioè, nella identità: dello stesso unico uomo, e poi?, poi, noi non accettiamo, che, Dio ha detto: di essere: a nostra immagine, e somiglianza(proprietà transitiva): poiché, lui ha fatto noi, a sua immagine e somiglianza?, se, lo stesso Tempio Ebraico: è, il significa di tutto questo, infatti, esso è composto: di tre elementi costruttivi principali: a simboleggiare: 1. lo spirito (holy spirit)(santissimo), 2. l'anima(psiche: soul)(santo, saint: o, atrio, interno), 3. corpo: body(vedi atrio esterno: del tempio ebraico). queste realtà: insieme, all'elemento vitale:
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] dell'acqua (1. vapore, 2. ghiaccio, 3. liquido), tutti questi esempi: indicano la triplice componente: della realtà: come: elettrone: protone e neutrone, ecc.. e qui, gli esempi potrebbero essere lunghissimi! Ora, il coinvolgimento, di Dio, con l'uomo, attraverso, la esperienza umana: di Gesù Cristo: "Yeshua Ha Maschiach" ha portato Dio: JHWH, a condividere tutto, con: la carne dell'uomo, fino a fare: l'esperienza, lui stesso, del più grande: abbandono, dolore, incomprensione, ingiustizia, ingratitudine, cioè, l'esperienza: del più grande abisso di distruzione, ma, perché: il desiderio di Dio, di amare l'uomo?
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] è stato, un desiderio assoluto, e totale! se: lui non aveva: anche, la determinazione: di donare in modo totale: se stesso?: cioè, di trasferire, la propria natura di divina infinita, a noi, per la virtù della fede(e chi non lo ha capito? la chiave per giungere a Dio: è la retta fede: che, nasce, ha il suo fondamento: non in qualche religione istituita, ma, dalla legge naturale universale, per giungere: a fare personale esperienza della risurrezione di, "Yeshua Ha Maschiach")! Così, noi abbiamo visto un Dio, che, non dona qualcosa, di se , ma, che, dona se stesso, totalmente! Poiché, in prima istanza, gli angeli erano stati esclusi, dalla possibilità, di poter ricevere, della natura divina,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] (come, una prova per la loro fedeltà, e la loro dignità), ecco che: noi prossimo immaginare, il motivo della loro ribellione: di 1/3 di loro: per: invidia e gelosia): diversamente, non si può capire il motivo, della ribellione angelica... che deve essere stato un motimo, supremamente importnte. perché, in modo sorprendente, la realtà politica del Regno di Dio, si sarebbe sviluppata, non a partire dalla soprannaturale: natura angelica, a partire dall'uomo Gesù: "Yeshua Ha Maschiach"! cioè, dalla natura umana divinizzata.. Ecco perché, i farisei e i sommi sacerdoti(sempre in bilico: tra, la possibilità di: subire, lo sterminio, il genocidio: del loro popolo,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] e da secoli: loro vedevano questa minaccia: come imminente, da parte dell'immenso: e potentissimo impero romano, il regno della idolatra: che, certo, non avrebbe potuto tollerare la presunzione, e la ribellione del monoteismo), quindi, Se Gesù: avesse messo, il suo potere: a disposizione: del particolarismo ebraico? Loro lo avrebbero acclamato sia come: il Messia, che, come Re, Figlio di Davide, ma, poiché, Gesù ha messo il valore teologico e politico: della sua azione: a favore: a disposizione: di tutti i popoli: del genere umano, ecco che: : "Yeshua Ha Maschiach" non soltanto: lui ha deluso: i sommi sacerdoti, ma, ha anche, deluso, i suoi discepoli, creando, in loro terribili conflitti di coscienza:
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] perché, anche loro si sono sentiti traditi! Infatti, le loro aspettative politiche: non erano assurde: perché, gli apostoli, non pensavano, a se stessi, come a uomini di una qualche religione, ma, hanno sempre pensato che, la loro azione fosse, una azione politica: cioè, riedificare il Regno di Israele: [[ Atti degli Apostoli 1,6. Così, (fino all'ultimo momento, prima della Ascensione) venutisi a trovare: insieme a : "Yeshua Ha Maschiach" gli domandarono (ancora, una volta):" Signore, è questo il tempo: in cui ricostruirai il regno di Israele?". Apostoli 1,7. Ma egli rispose:" Non spetta a voi, conoscere i tempi e i momenti, che, il Padre ha riservato alla sua scelta!", ora, proprio,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] Questi, sono i tempi, del Regno di Palestina(Israele), ed io sono Unius REI: per questo: cioè, io sono: l'unico, che, ha il diritto legale, di costruire il Tempio Ebraico: perché, se il culto: è soltanto ebraico? tuttavia, la funzionalità: del Tempio Ebraico: è una funzionalità universale! e noi non siamo: i razzisti delle sinagoghe dei farisei assassini del FMI, perché, noi: in Palestina: noi non cacciamo nessuno! se pensate che, la terza guerra mondiale può aspettare, ancora, altri 100 anni, questa è la alternativa, l'unica occaione rimasta, perché: io sono il messia politico, che, non soltanto gli ebrei,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] ma, che anche, tutti i popoli, stanno, aspettando. e poiché, io non posso: mai essere il nemico: di un popolo? e quindi, io non posso mai essere: il nemico di nessuno, dei valori: che, ogni popolo, ha come riferimento, della sua identità! e se, la mia identità: non fa del male, alle altre identità, che, loro siano, onesti e pacifici? allora, tutti hanno il dovere della reciprocità, con me: e di imitare: i miei sentimenti: di giustizia e di verità,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] e di non fare violenza alla coscienza delle persone: e quindi, la laicità dei Governi deve essere garantita: perché, nella tutela della propria identità: della sacralità: della coscienza di ognuno, a tutti, venga sempre riconosciuta, la libertà di religione! perché, la via verso Dio, è sempre, la via del bene: ed è sempre benedetta: in ogni modo! Ecco perché: onestamente: in questo modo: Gesù "Yeshua Ha Maschiach": non: ha mai negato, ne: in vita, ne come risorto,
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] la possibilità: di ristrutturare: il Regno di Israele, come, immagine: di un regno universale: politico, laico: cioè, della fratellanza universale: cioè: il mio Regno: di UniusREI! In questo momento: io voglio elencare, quali sono i privilegi: di coloro, che, rivestiti di Cristo, assumono: i poteri della natura divina in loro. 1. Poiché: "Yeshua Ha Maschiach" ha preso su di se(ogni effetto: e conseguenza, del peccato), e quindi, tutte le nostre ingiustizie, e la nostra morte? sono finite tutte, contro, di Lui! allora, i figli di Dio(sono dichiarati innocenti: sempre, ed in ogni modo) quindi, loro non devono subire: nessuna ingiustizia, malattia sofferenza e morte..
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    @Governi, se,la terza guerra mondiale, può, attendere, di altri 100 anni? questa è la teologia politica, del Regno di Palestina ] e quindi, loro non potranno cadere più, sotto il giudizio, ora, come, in un giorno lontano, perché, il sangue dell'agnello pasquale, "Yeshua Ha Maschiach", li copre in modo perfetto.. perché, ora, chi ha la fede, per spostare le montagne? lui la può dimostrare, e può realizzare, il regno di Palestina, che, rappresenta la fratellanza universale! in: "Yeshua Ha Maschiach": tu puoi essere: eternamente: 1. Sacerdote, Re e Profeta! 2. Figlio di Dio: seduto(in decima dimensione) nel cuore: del Corpo Risorto: di Cristo sul Trono di Dio, alla destra del Padre; 3. è superato: per noi: il problema del purgatorio, e del paradiso: che, è l'ambito della sposa, la Gerusalemme Celeste, ce rappresenta tutti i popoli.. i cristiani nati di nuovo appartengono al corpo ello sposo "Yeshua Ha Maschiach", e quindi, siedono sul trono, alla destra del Padre.
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    VIVERE DA FIGLI DI DIO, in "Yeshua Ha Maschiach", perché, i figli di Dio, non, possono essere sottomessi, al giudizio; 4. stabilito per sempre: 5. riconciliato, 6. santificato, 7. divinizzato, 8. reso perfetto, 9. ringiovanito, 10. giustificato, 11. rinnovato, 12. trasfigurato, 13. glorificato, 14. intronizzato, 15. predestinato, VIVERE DA FIGLI DI DIO, 16. protetto, 17. custodito, 18. perdonato, 19. riconciliato, 20. liberato, 21. salvato, 22. redento, 23. guarito, 24. benedetto: con: ogni benedizione: di: 25. ricchezza: e di prosperità, 26. cristificato, 27. rappresentante, governatore ed ambasciatore del Regno di Dio, presso: altri domini, ecc.. ecc.. [(citazione:. 2 Pietro 1,5-9; Romami8,1; 2 Corinti 5,17; Apocalisse 12,11; Ebrei 10,19-23; Giovanni 14,12-13; Giovanni 5,24; Atti 26,18;
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    VIVERE DA FIGLI DI DIO, in "Yeshua Ha Maschiach", Romani 5,8-10; Colossesi 1,12-14; Ebrei 10,14; Ebrei 13,12; 2 Timoteo 2,21; Deuteronomio 7,6-8; 1 Giovanni 1,7; Apocalisse 1,5-6; Colossesi 1,20; 1 Giovanni 5,7-8;)] -- ANSWER --: SE VOLETE? NOI POSSIAMO Sfuggire, all'Ira di Dio, che, grava sul mondo! Ma, ci restano ancora pochi giorni! Ebrei 7:1-3 . 1, Poiché questo Melchisedec, re di Salem, sacerdote dell’Iddio altissimo, che andò incontro ad Abramo quand’egli tornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse, 2. a cui Abramo diede anche la #decima, di ogni cosa, il quale in prima, secondo la interpretazione del suo nome, è Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, vale a dire Re di pace, 3. senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fin di vita, ma rassomigliato al Figliuol di Dio, questo Melchisedec rimane sacerdote in perpetuo.
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    VIVERE DA FIGLI DI DIO, in "Yeshua Ha Maschiach", Ebrei 10,29. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? Romani 1,4, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Romani 1,9. Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi, 2Corinzi 1,19. Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu «sì» e «no», ma in lui c'è stato il «sì».
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    VIVERE DA FIGLI DI DIO, in "Yeshua Ha Maschiach", Galati 2,20. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. VIVERE DA FIGLI DI DIO, Efesini 4,13. finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Ebrei 4,14. Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Ebrei 6,6. Tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia.
    HolyJHWHsanto 8 ore fa

    VIVERE DA FIGLI DI DIO, 1. Quale grande amore, ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce, è perché, non ha conosciuto lui. 2. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma, ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però, che, quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 21. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; 22. e qualunque, cosa, chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti, e facciamo, quel che è gradito a lui. 23. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. 24. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio, ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito, che, ci ha dato. Prima lettera di Giovanni1Gv 3,1-2.21-24
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    @ / user / IsraelNationalTV / discussion --- those all, youtube +, 666 +, google+, were offended, about the fact that I had left [user / theyearinreview / discussion]: "lol. patience! you can not please everyone! lol. " @ Youtube google+ 666, 322, Kerry, Bush ---- sorry, but, I'm damaged, in making my "copy paste" so, in mode easy, then, my work, about, political commentator, will move on [/ user / israelnationaltv / discussion]
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    @/user/IsraelNationalTV/discussion --- quelli di youtube+, 666+, google+, si sono offesi, circa, il fatto che io ho abbandonato [user/theyearinreview/discussion]: "lol. pazienza! non si può accontenare tutti! lol. "
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [ #Datagate, il #Brasile chiede alla Russia di parlare con #Snowden] La polizia federale del Brasile e la #Commissione #brasiliana d'inchiesta del #Senato vuole ottenere dall'ex ufficiale #intelligence #statunitense #Edward #Snowden ulteriori informazioni sul sistema di spionaggio elettronico, sui funzionari brasiliani messo in atto d#intelligence statunitense. Presumibilmente giovedì le autorità brasiliane chiederanno alla #Russia il permesso per parlare con Snowden tramite una videoconferenza. In precedenza, a causa dello scandalo che circonda l'Agenzia per la #Sicurezza #Nazionale degli Stati Uniti, il presidente del Brasile, #Dilma #Rousseff aveva annullato una visita negli Stati Uniti. --ANSWER-- Quando iniziano i complotti datagate, Spa, FMI, cult, god owl, at bohemian grove? poi, si finisce sempre, con, il fare, qualche Olocausto!
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] La jihad penetra in Europa. Da tempo nei Paesi europei, e nel mondo intero, sono attivi i campi di addestramento wahhabiti. Le autorità europee si rifiutano di vedere quanto sta accadendo oppure mettono a tacere i fatti. Le indagini de "La Voce della Russia" lo confermano: la jihad sta bussando alle porte delle capitali d'Europa. Una ventenne francese ha tentato, attraverso la rete, di mettersi in contatto con i terroristi affiliati ad organizzazioni pericolose, in questo caso la polizia francese si è comportata con professionalità: la giovane è stata arrestata per chiarire quali fossero i suoi scopi quando ha cercato di entrare in contatto con al-Qaeda.
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] E' necessario che vengano adottate delle misure preventive specialmente nei confronti dei giovani, ma i fatti dimostrano che in Francia gli islamisti radicali sono sempre più attivi. Le autorità europee preferiscono chiudere gli occhi di fronte al problema e a seguito di ogni operazione terrorista affermano che si trattava di un caso isolato. E' di questa opinione Alain Chouet, specialista dell'"European Security Intelligence and Strategy Center": La questione riguarda casi di cronaca criminale, ci sono giovani che a livello personale si interessano via internet all'attività di al-Qaeda. Non bisogna esagerare le dimensioni del fenomeno: rispetto alla quantità di membri appartenenti alla comunità musulmana in Francia,
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] che si compone di circa cinque milioni di persone, si verificano pochi casi di questo tipo. Abbiamo comunque adottato dei provvedimenti legali e di polizia che ci permettono di entrare in azione con largo anticipo. Abbiamo anche una rete di investigazione politica interna perfettamente a conoscenza di quanto accade fra le "comunità a rischio". La combinazione dei sistemi giuridici e di indagini interne ci permette di seguire perfettamente le mosse di coloro che rappresentano una minaccia in questo settore. Questo non implica che si tratti di terroristi, in questo caso si parla, prima di tutto, di coloro che potrebbero esser predisposti ad affiliarsi con movimenti jihadisti.
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] I vicini del Belgio, però, hanno una visione totalmente differente, come riferisce a "La Voce della Russia" Anne-Marie Lizin, presidente del senato belga: In Francia e in Belgio osserviamo che continuano i reclutamenti per le operazioni in nome della jihad, specialmente fra i giovani e gli adolescenti. Le persone vengono inviate a combattere per soldi, esistono delle potenze che pagano per queste operazioni condotte regolarmente da persone di religione sunnita e tendenze estremiste. Riteniamo che le potenze che si occupano di dare vita a tali operazioni debbano immediatamente cessare di intraprendere questa strada. Non c'è dubbio che fra gli stati coinvolti in tali operazioni ci sia anche l'Arabia Saudita.
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] In questo Paese ci sono tendenze disposte a finanziare i suddetti reclutamenti anche senza l'appoggio degli Stati Uniti. Ma penso che sia una menzogna. Il giornalista francese Jean-Michel Vernochet nel suo nuovo libro "Les Égarés" presenta dei dati ancora più scioccanti. Questi ha chiarito che in Francia, negli ultimi anni, sono stati addestrati circa 400 guerriglieri wahhabiti inviati a combattere per l'opposizione siriana. Prima o dopo tali combattenti torneranno in patria, ma è poco credibile che sceglieranno di vivere come cittadini comuni. Di conseguenza, secondo Vernochet, la jihad busserà anche alle porte delle capitali europee ma le autorità preferiscono far finta che non stia succedendo nulla. Inoltre il giornalista è del parere che nel caso della Francia non si tratti di casi isolati.
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    [Sarà la nuova Francia wahhabita.] In base ai dati a sua disposizione il Qatar, come anche l'Arabia Saudita, sta comperando la Francia un po' alla volta. Il club calcistico "Paris Saint-Germain", azioni del gigante finanziario "Vinci" e capitale monetario della "Total" sono già di proprietà di questo piccolo emirato, il cui reddito pro capite è il più alto al mondo. Le previsioni di Vernochet ricordano gli scenari di romanzi anti-utopici, i francesi non dovranno stupirsi se fra dieci anni verranno cacciati a pregare sotto i colpi dei mitragliatori, se la cattedrale di Notre-Dame verrà distrutta, se le vigne verranno tagliate e compreranno il velo per le loro mogli e le loro figlie. Sarà la nuova Francia wahhabita.
    HolyJHWHsanto 10 ore fa

    @666 google+ youtube, 322, Kerry, Bush ---- sorry, ma, io sono danneggiato, nel fare il mio: "copia incolla", in modo agevole, quindi, il mio lavoro, di commetatore politico, si sposterà, su [/user/israelnationaltv/discussion]
    NoahTheNephilim 20 ore fa

    my mail is: living@live.it ... io sono il progetto politico del Re di Israele, in Youtube 666, cioè, lorenzojhwh. Unius REI.







[è criminale chi parla di debiti contratti, con il ladro FMI, che, ha rubato la sovranità monetaria: ed ha costretto te ad essere un suo debitore.] questa è la verità [È stato colpito al cuore, un altro, amico: di Israele] Eurozona: La Grecia ha pagato per l’euro. di Giorgios Malouchos. 08/06/2013 20:32:19 presseurop, - L’Fmi ha ammesso che i sacrifici di Atene, sono serviti soltanto a salvaguardare: i creditori e il resto dell’eurozona. Ora i greci: devono ribellarsi a questa enorme ingiustizia. Allora è così: il piano di aiuti era falsato fin dall'inizio. Un piano che ha portato a conseguenze devastanti. Un piano che avrebbe dovuto "salvare" la Grecia, ma, che in realtà è servito a salvare l'euro attraverso, la condanna morte della Grecia. Chi lo dice? Uno dei tre membri della troika (Bce, Ue, Fmi), il Fondo monetario internazionale. E la sua critica interessa, tanto i suoi partner quanto se stesso, e il governo greco. Tutti insieme sono andati verso una catastrofe, che non aveva altro scopo, se non quello di far guadagnare tempo, agli altri paesi della zona euro. Il documento dell'Fmi pubblicato, il 5 giugno, è uno vero e proprio schiaffo, non solo alla politica di "salvataggio", ma soprattutto all'"Europa",cioè, alla Germania, e anche al governo greco dell'epoca, guidato dal [socialista George Papandreou], che, aveva firmato il primo memorandum. Non solo [i creditori] distruggono, ma sembrano anche voler utilizzare la crisi greca per proteggere e riorganizzare la zona euro a scapito della Grecia. Il documento ha provocato grande irritazione. L'Fmi confessa il suo crimine ma non ammette le proprie responsabilità; rivela nel modo più ufficiale: possibile: il motivo senza spiegare come questa tragedia: che: interessa tutto il paese – e dovuta non al debito, ma al piano di salvataggio – possa essere affrontata una volta riconosciuti gli errori. Una posizione di un cinismo esasperante. Ovviamente, questo mette in una situazione molto difficile quella classe politica greca che sosteneva il piano di aiuti e lo presentava come l'unica opzione per il paese. Un piano che ha obbligato la Grecia a piegarsi a questo diktat mortale con l'alibi del suo salvataggio. Un salvataggio che, come ha riconosciuto l'Fmi, si è rivelato catastrofico. La classe politica non si è battuta per gli interessi del paese, ma ha preferito la strada più facile e si è preoccupata solo di restare al potere. I politici si sono dichiarati pronti a rinunciare alla sovranità del paese, cedendo a uno stupido ricatto. Se il governo greco avesse un minimo di rispetto, sia per la parola "greco", che per la parola "governo", non dovrebbe chiudere, gli occhi, sulle ammissioni dell'Fmi. Al contrario, questa volta dovrebbe rispondere alla domanda: è possibile che, uno dei tre membri del direttorio, che ,esercita il controllo economico sul paese continui a seguire questa strategia, senza che [il governo greco massonico] reagisca? Forse è proprio per questo che il rapporto è stato realizzato e pubblicato: per dare ad Atene la possibilità di rimettere in discussione il metodo adottato finora. In ogni caso l'idea che improvvisamente l'Fmi si sia "reso conto del suo errore" appare piuttosto ingenua. La Grecia dovrebbe fare qualcosa. Che cosa aspetta? Se non lo fa adesso, quando lo farà? Ora dovranno rivedere la loro posizione tutti coloro che dicevano che questa soluzione era un "salvataggio", che la Grecia era la prima responsabile delle sue sventure, e che, i greci dovevano sopportare tutto. I creditori hanno fatto autocritica. Adesso è il momento, che, anche i loro sostenitori facciano lo stesso. E vediamo infine, tutti insieme come si potrà sfruttare tutto ciò, per mettere fine a quella catastrofe che chiamiamo salvataggio. Anche se ormai è troppo tardi, perché la Grecia ha perso tutte le sue armi. Per colpa sua. Traduzione di Andrea De Ritis.. Squinzi: con Monti austerità fine a se stessa, debito è salito. di Wall Street Italia. 10/06/2013 19:07:54. Numero uno Confindustria: quando si è insediato il suo governo, "il rapporto debito/Pil: era al 117, adesso siamo a 127, e le proiezioni di quest'anno ci portano, almeno, al 132". Basta a"rigidità assoluta" deficit/Pil al 3%. ROMA (WSI) - Il governo Monti ha compromesso il mercato interno: "attenendosi ai dettami di'austerità: fine a se stessa" nell'intento di ridurre il rapporto debito/Pil "senza peraltro riuscirci".Questa la dura critica del presidente:Giorgio Squinzi all'operato del precedente esecutivo, durante l'intervento all'assemblea di Assolombarda, presente lo stesso Mario Monti. "Accettando la vulgata monetarista - ha detto Squinzi - abbiamo finito con compromettere: il mercato interno, attenendoci ai dettami di un'austerità: fine a stessa e accettando di ridurre il rapporto debito/Pil asetticamente, senza: una logica economica: che: accompagnasse questa scelta". Tentativo comunque fallito, perchè "quando si è insediato il governo Monti: il rapporto debito/Pil era al 117, adesso: siamo a 127 :e le proiezioni di quest'anno ci portano almeno al 132". L'Italia, prosegue Squinzi ha eretto la bandiera dell'austerità "per recuperare credibilità, abbiamo dimostrato di saper fare sacrifici, di essere un grande Paese europeo, che, nell'Europa crede e che, all'Unione ha dato tanto". Ma, avverte, "se il rigorismo e l'austerità mettono in ginocchio la tenuta sociale: e il patrimonio: delle nostre imprese costruito in decenni e generazioni di duro lavoro affinchè: altri possano fare shopping portandosi a casa i nostri pezzi migliori a prezzi di saldo, la soluzione si trasforma in problema: e dobbiamo dire di no". Squinzi si scaglia: anche: contro "la rigidità assoluta della barriera al: 3%" del deficit/Pil, "un limite che a oggi: non si può sforare". (Rainews)

Francia: Frate pestato selvaggiamente da 4 musulmani, fedeli minacciati.22/05/2013 14:24:47 (Fonte: imolaoggi) - 16 magg – Frate brutalmente aggredito ad Avignone. L’arcivescovo accusa l’islamizzazione e Marion Le Pen denuncia il razzismo anti-bianchi e anticristiano. Picchiato selvaggiamente e ancora segnato dalle botte, Padre Gregorio, della parrocchia di Saint Ruf ad Avignone racconta: “Ero in abiti religiosi, sapevano perfettamente chi sono e mi hanno preso a calci e pugni. Non hanno rispetto”. Di chi parla? Non lo vuole dire, ma i suoi confratelli parlano di 4 giovani e l’arcivescovo Cattenoz, più tardi, è molto più chiaro: “Adesso basta, come responsabile di questa diocesi dico che bisogna finirla! Questo quartiere cade progressivamente nelle mani dei musulmani”. I monaci esasperati continuano: “I parrocchiani sono minacciati e derubati anche all’interno della chiesa e noi monaci veniamo insultati, minacciati e derisi. Per non parlare dei furti e delle richieste di pagare il pizzo”. Jacques Bonpard, sindaco di Orange e capo della Ligue du Sud parla di “un atto di razzismo contro i cattolici che è la conseguenza dell’odio propagato da certi islamisti conto tutto quello che è francese”. Marion Le Pen, sottolineando che Avignone è la città dei Papi, ha rincarato la dose: “ Dopo l’apparizione del razzismo anti-bianchi, negato dal governo, ecco una nuova forma di discriminazione: l’odio anticristiano. Mi piacerebbe che il ministro dell’interno condanasse i razzisti anti-cristiani con lo stesso vigore e sdegno con cui attacca i cosiddetti isalmofobi. Questi sono atti di disprezzo verso la Francia fatti da giovani immigrati, ormai francesi, che rifiutano le nostre norme sociali e s’identificano nell’islam fondamentalista”. Fonte: mattinonline.

Lettera al Presidente dell'Anpi: la verità sugli stupri e i massacri commessi dai partigiani

di Giuliana Tofani. 25/04/2013 16:45:20 Al Presidente Nazionale A.N.P.I.

Maledetti partigiani comunisti, voi pretendete di passare alla storia come liberatori e vincitori di una guerra che, in realtà, è stata vinta per i massicci bombardamenti degli alleati angloamericani

Secondo me, invece, meritate di essere ricordati per l’ esplosione di odio bestiale con cui vi siete accaniti, soprattutto a guerra finita, contro le donne ed, in particolare, contro quelle appartenenti al Sevizio Ausiliario Femminile , prime nella storia nazionale ad indossare la divisa di un esercito italiano. Per volontà della loro Comandante , Generale di Brigata, Piera Gatteschi Fondelli (prima donna italiana con il grado di generale), le ausiliarie non erano armate ed erano adibite a servizi sussidiari.

Il SAF, di cui oggi 18 aprile ricorre il 69^ anniversario della fondazione, è l’unità della RSI che ha pagato il più alto tributo di sangue. Moltissime ausiliarie prima di essere uccise, hanno subito violenze di ogni genere, come essere ripetutamente stuprate da bestie immonde che portavano al collo un fazzoletto rosso…. Altre furono rapate, denudate, frustate e fatte sfilare per le strade tra il pubblico ludibrio.Quelle che non furono uccise finirono nei campi di concentramento. Il più noto è quello di Scandicci (Firenze), gestito dagli americani.

Il Piemonte è la regione che ha avuto il numero maggiore di donne assassinate nelle sanguinose giornate dell’aprile - maggio 1945. Ecco quanto scrive, riferendosi al fiume Po, Antonia Setti Carraro, madre di Emanuela, moglie del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa:

"L'acqua che era bassa e sembrava ferma, brulicava di cadaveri. A testa in giù, a braccia aperte, a gambe divaricate, a faccia in su, a pezzi o tutti interi, giovani, ragazzi, uomini, donne e fanciulle giacevano scomposti, aggrovigliati, ammassati, paurosi a vedersi, atroci nelle posizioni".

Tra tutte le ausiliarie che voi partigiani comunisti avete martirizzato voglio ricordare Marilena Grill, candida studentessa sedicenne del liceo Massimo d’Azeglio di Torino, addetta al posto di ristoro della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Marilena fu strappata dalle braccia della mamma con la complicità di un compagno di scuola e tenuta prigioniera in una caserma per cinque terribili giorni dove fu ripetutamente violentata dal suo aguzzino Piero Sasso. Fu uccisa al Rondò della Forca nelle prime ore del 3 maggio 1945. Assieme a lei furono assassinate l’ausiliaria ventenne Ernesta Raviola e due donne che avevano lavorato alla mensa dei tedeschi.

Voglio ricordare anche Norma Cossetto, nata a Santa Domenica di Visinada, attualmente comune croato, vicino a Pola. Non era una ausiliaria, non aveva alcun incarico politico, era una studentessa dell’Università di Padova, figlia di un dirigente del Partito Nazionale Fascista. Nel settembre del 1943 fu incarcerata dai partigiani comunisti, portata nella scuola di Artignana, legata ad un tavolo e stuprata dai suoi numerosi carcerieri. Nelle prime ore del 5 ottobre fu gettata, con altri prigionieri in una foiba.

Mio padre Angiolo Tofani era un appuntato dei Carabinieri che il 29 luglio 1944, ad Arezzo, fu ucciso da soldati indiani arruolati nell’esercito inglese perché si intromise per impedire lo stupro di una ragazza sedicenne. Circa dodici anni fa scoprii che il suo nome era inserito tra i “caduti nella guerra di resistenza e per rappresaglia nazi-facista”.. Pur avendo all’epoca una grande stima dei partigiani chiesi al Sindaco della città di Arezzo di togliere il nome di mio padre dalla lapide del Cimitero cittadino, perché , casomai, avrebbe dovuto essere ricordato per l’episodio per cui aveva dato la vita. Malgrado un nutrito scambio di lettere non ottenni quanto richiesto.

Ora ripeterò la richiesta all’attuale Sindaco perché trovo oltraggioso che chi è stato ucciso per aver evitato uno stupro sia nell’elenco di una categoria di combattenti che nel nord Italia si sono distinti per efferati episodi di violenze sulle donne .

Inoltre, sarebbe appena il caso che finalmente si parlasse degli stupri consumati in danno di donne italiane ma anche di uomini, vecchi e bambini per opera delle truppe nordafricane del Generale Juin che lasciarono alle loro spalle una scia di sangue. Non a caso nel vocabolario italiano il verbo “marocchinare”, che prima della seconda guerra mondiale aveva il significato di lavorare la pelle di capra, dopo ha assunto anche quello di stuprare. Allo stesso tempo dovrebbe diventare di pubblico dominio il fatto che anche i GURKHA INDIANI si sono macchiati di gravi violenze sessuali a danno delle italiane. Giuliana Tofani, Responsabile Comitato per la Difesa delle Pensioni di Reversibilità (CoDiPeR). Torino 18 aprile 2013

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L’Economista Kaldor nel 1971 spiegava con precisione millimetrica il perché l’Euro avrebbe fatto collassare il sistema

di ScenariEconomici Feed

13/05/2013 14:46:39 Articolo tratto da (http://www.rischiocalcolato.it/2013/05/leconomista-kaldor-nel-1971-spiegava-con-precisione-millimetrica-il-perche-leuro-avrebbe-fatto-collassare-il-sistema.html) - L’articolo che segue ha 42 anni: e’ del 1971. Questo testo è stato scritto dall’economista e consigliere economico nel Regno Unito Nicholas Kaldor nel 1971 (quando l’Euro era solo un progetto in fase embrionale, che sarebbe divenuto realta’ 3 decenni dopo) in “Effetti Dinamici del Mercato Comune” pubblicato inizialmente su New Statesman il 12 marzo 1971 e ristampato (come capitolo 12, pp 187 – 220) in “Altri Saggi di Economia Applicata” – volume 6 della Raccolta di saggi economici di Nicholas Kaldor.

Kaldor aveva precisamente previsto le cause della crisi dell’euro: lo squilibrio commerciale e della bilancia dei pagamenti a causa di un regime di cambi fissi in assenza di armonizzazione del mercato del lavoro e del sistema fiscale e di meccanismi di trasferimento.

E’ impressionante notare che 42 anni fa, fosse perfettamente chiaro a cosa sarebbero andati incontro i paesi europei introducendo una moneta unica, prima di un unione politica e fiscale: ad un “disastro della periferia” cui sarebbe seguita una rottura dell’intero sistema. Il “disastro di mezza zona Euro” lo stiamo vivendo ora, mentre la “rottura del sistema” e’ ancora la’ da venire.

Un giorno le nazioni d’Europa saranno pronte ad unire le loro identità nazionali e a creare una nuova Unione Europea – gli Stati Uniti d’Europa. Se e quando lo faranno, ci sarà un Governo Europeo che assumerà tutte le funzioni che fanno capo al Governo Federale degli Stati Uniti d’America, o del Canada o dell’Australia. Questo implicherà la creazione di una “piena unione economica e monetaria”. Ma si commette un errore pericoloso nel credere che l’unione politica e monetaria possa precedere l’unione politica o che opererà (come si legge nelle parole del rapporto Werner) “un agente di fermentazione per la creazione di una unione politica della quale nel lungo non sarà in ogni caso in grado di fare a meno”. Poiché se la creazione di una unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci nazionali saranno tali da generare pressioni che conducono ad una rottura dell’intero sistema, è chiaro che lo sviluppo dell’unione politica sarà ostacolato e non promosso.

Altri estratti:

pag. 202

Gli eventi degli ultimi anni – in cui si evidenziava la necessità di una rivalutazione del marco tedesco e di una svalutazione del franco francese – hanno dimostrato l’insufficienza della Comunità stante l’attuale grado di integrazione economica. Il sistema presuppone piena convertibilità delle valute e cambi fissi tra gli stati membri, lasciando la politica monetaria e fiscale alla discrezione dei singoli stati. Sotto questo sistema, come gli eventi hanno dimostrato, alcuni paesi tenderanno ad acquisire crescenti (ed indesiderati) surplus commerciali nei confronti dei loro partner commerciali, mentre altri accumulano crescenti deficit. Ciò porta con sé due effetti indesiderati. Trasmette pressioni inflazionistiche da alcuni membri ad altri; e mette i paesi in surplus nelle condizioni di fornire finanziamenti in automatico ai paesi in deficit in scala crescente.

Pag. 205

…. Questo è un altro modo per dire che l’obiettivo di una piena unione monetaria ed economica non si può ottenere senza una unione politica; e la seconda presuppone integrazione fiscale e non mera armonizzazione fiscale. Essa richiede la creazione di un Governo e Parlamento della Comunità che si assumano la responsabilità almeno della maggior parte della spesa attualmente finanziata dai governi nazionali e la finanzi attraverso tasse equamente ripartite tra i membri comunitari. Con un sistema integrato di questo tipo le aree più ricche finanziano in automatico quelle più povere, e le aree che sperimentano un declino delle esportazioni sono automaticamente alleggerite pagando meno e ricevendo di più dalla Fisco centrale. La tendenze cumulative all’aumento e alla diminuzione sono così tenute sotto controllo da uno stabilizzatore fiscale costruito all’interno del sistema che consente alle aree in surplus di fornire automaticamente aiuto a quelle in deficit.

Pag. 206

…quel che il Rapporto sbaglia nel riconoscere è che l’esistenza di un sistema centrale di tassazione e spesa è uno strumento per l’erogazione di “aiuti regionali” molto più potente di qualunque cosa che l’“intervento speciale” per lo sviluppo delle regioni sia capace di fornire.

D’altra parte l’attuale piano della Comunità è come quella casa che “divisa contro se stessa non riesce a stare”. L’Unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci impedirà ad ogni singolo stato membro di perseguire autonome politiche di piena occupazione – di intervenire per compensare le cadute del livello della produzione e dell’occupazione – eccetto che non beneficiando dell’appoggio di un forte Governo comunitario in grado di preservare i suoi cittadini dalle conseguenze peggiori.

Pag. 192

Myrdal coniò la locuzione “causazione circolare e cumulativa” per spiegare perché il tasso di sviluppo economico delle diverse aree del mondo non tende ad uno stato di equilibrio uniforme ma, al contrario, tende a cristallizzarsi in un numero limitato di aree ad elevata crescita il cui successo ha l’effetto di inibire lo sviluppo di altre aree. Questa tendenza non potrebbe operare se le variazioni dei salari monetari fossero sempre tali da compensare la differenza nei tassi di incremento della produttività. Tuttavia non è questo il caso che si verifica: per ragioni forse non pienamente comprese, la dispersione nei tassi di aumento dei salari tra le diverse aree tende sempre ad essere considerevolmente più piccola di quella relativa alle variazioni della produttività. E’ per questa ragione che in un’area valutaria comune, o in un sistema di valute convertibili con cambi fissi, le aree che crescono di più tendono ad acquisire un vantaggio competitivo cumulativo rispetto alle aree che crescono a tassi inferiori. I “salari efficienti” (calcolati come rapporto tra salari monetari e produttività) tenderanno, nel corso naturale degli eventi, a diminuire nel primo gruppo di paesi rispetto al secondo – anche nella situazione in cui nei due gruppi i salari monetari tendono contemporaneamente a crescere in termini assoluti. Proprio in ragione degli incrementi dei differenziali di produttività, i costi comparati di produzione nelle aree a maggior crescita tendono a diminuire nel tempo rispetto a quelli delle aree a minor crescita ed aumentano di conseguenza il vantaggio competitivo delle prime.

Fonte: http://www.concertedaction.com/2012/08/16/nicholas-kaldor-on-the-common-market/

Traduzione by Keynes Blog: I difetti dell’euro spiegati 30 anni prima che nascesse dall’economista keynesiano Nicholas Kaldor

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Economisti italiani "non allineati" su euro e debito pubblico

di Mattia Lanternino Scolopio

09/05/2013 23:39:01 (Articolo tratto da http://www.foglimariani.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=416:economisti-italiani-qnon-allineatiq-su-euro-e-debito-pubblico&catid=36:contributi-e-testimonianze&Itemid=59) - Pare che non tutti gli economisti italiani abbiano creduto o continuino a credere nelle “magnifiche sorti e progressive” dell’Unione Europea e della moneta unica su cui essa si fonda, ovvero l’euro. Dico “pare”, un po’ seriamente e un po’ sarcasticamente, perché a dire il vero, specialmente nell’ultimo biennio, i media hanno veicolato ossessivamente quella che è stata presentata come la tesi di gran lunga maggioritaria della scienza economica più accreditata sul piano internazionale e consistente nel ritenere che non ci fossero alternative possibili o realmente desiderabili né all’Unione Europea né all’euro né alle politiche europee di austerità. Ora invece, dinanzi all’emergere sempre più chiaro di nodi molto ingarbugliati della politica finanziaria europea e dei disastri economico-finanziari sempre più gravi che, dal punto di vista del “sociale” e dei processi produttivi, le severe ma insensate direttive di Bruxelles continuano a provocare, molti economisti italiani cominciano a rivedere le proprie posizioni, ad essere meno dogmatici, a ridiscutere il concetto di Unione Europea, battendo più sul tasto del rilancio dell’economia e della cosiddetta crescita con l’auspicata apertura dei rigidi rubinetti finanziari della BCE e della Commissione europea a favore degli Stati più “virtuosi” o più “disciplinati”, che non su quello del rigore e della necessità di mettere completamente a posto i bilanci statali dei vari partners.

Però, a parte i tanti pentiti dell’ultima ora che si danno da fare per dimostrare che essi in fondo anche prima qualche dubbio l’avevano sempre avuto e che le cose non si sono svolte esattamente secondo i loro schemi interpretativi, vi sono economisti che, da parecchio tempo a questa parte, hanno mostrato di non apprezzare il modo in cui è stata costruita l’Unione Europea, e di non fidarsi né dell’euro, né delle conseguenti e sempre più esasperate politiche di austerità imposte a tutti gli Stati membri. Solo per fare dei nomi tra i più prestigiosi: Giulio Sapelli, che è tra l’altro professore ordinario di storia economica presso l’università degli studi di Milano; Bruno Amoroso, italiano naturalizzato danese e allievo dell’economista di fede keynesiana Federico Caffè; Alberto Bagnai professore di politica economica a Pescara e in Francia.

Sapelli, nel corso di un’intervista rilasciata il 19 dicembre 2012 ad “Abruzzoweb” e intitolata “Andiamo incontro all’Iceberg. L’euro è una pazzia”, demoliva letteralmente la prosopopea europeistica ed euromonetaristica con argomentazioni chiare e rigorose. Quelli che seguono sono alcuni dei passaggi più significativi del suo ragionamento: «L’euro è una pazzia, non esiste nella storia dell’umanità una moneta creata prima dello Stato. Nel nostro caso, la moneta unica è affidata a meccanismi di regolazione incompiuti e di bassissima competenza tecnica. Fin quando abbiamo avuto una crescita, la debolezza dell’euro era attenuata, ma dall’arrivo della crisi e a causa delle differenze di produttività del lavoro e delle differenze delle bilance commerciali tra Paesi come la Germania in surplus commerciali e altri in deficit come Italia, Francia, Spagna, sono emersi tutti i limiti di questo esperimento mal riuscito. Non potendo più controbilanciare i limiti in un regime di cambi flessibili, come capita in tutto il mondo e come capitava all'Italia con la lira, perché bloccati nel regime di cambi fissi, ecco che ci troviamo in guai molto grossi. In definitiva, l’euro non doveva essere creato…Siamo sull’orlo del baratro, il Titanic continua ad andare contro l’iceberg. E le sterzate decisive sono state evitate. È mancato, per esempio, un regolamento bancario transatlantico, quindi euro-americano…. Ai tedeschi andava bene, gli italiani invece non se ne sono occupati, ma adesso in Germania si accorgono che un controllo bancario unificato farebbe scoprire le immense quantità di asset tossici contenute nelle banche tedesche. Secondo alcuni studi, nell’elenco delle banche più a rischio, la prima al mondo è la Deutsche Bank, laddove la statunitense J.P. Morgan è tredicesima. Con lo scoppio dei nazionalismi e in un clima molto teso, pieno di difficoltà economiche ed elettorali di grande portata, non si riesce a fare ciò che va fatto: riformare la Banca centrale europea, che si ostina a portare avanti una debolissima politica antideflattiva. E la crisi industriale è appena cominciata».

Certo, bisognerebbe riformare la BCE, ma bisognerebbe riformarla non con dei semplici correttivi o aggiustamenti bensí radicalmente, ovveroinglobandola in uno Stato europeo che le detti legge e non che si faccia da essa dettar legge. Tale Banca infatti è nata da un errore madornale originario che sconfina nella pura e semplice criminalità, vale a dire il consentire che essa nascesse come un'istituzione di diritto pubblico (e quindi con funzione pubblica) ma costituita da istituti bancari privati, detenuta da banche private (perché anche le Banche Centrali di ogni Paese membro dell’UE, pur essendo pubbliche, sono a larghissima partecipazione privata), comprese quelle dei Paesi europei che non aderiscono all'euro. LA BCE, in sostanza, ha la struttura di una società per azioni, che come ogni società per azioni mira a massimizzare i profitti degli azionisti e non certo i benefici dei o per i cittadini, e gode di autonomia assoluta dalla politica pur condizionando pesantemente la politica.

Tale colossale società per azioni ha tutto l’interesse, in vero, a creare “debito pubblico” perché maggiore è il debito, maggiore è il profitto, e appaiono del tutto giustificati i rilievi che faceva qualche tempo fa Cristiano Magdi Allam: «Questa “fabbrica del debito” si è arricchita grazie a due nuovi trattati, il Fiscal Compact o Patto di stabilità, e il Mes o Fondo Salva-Stati, approvati il 19 luglio dal nostro Parlamento: cosí ci siamo ormai autocondannati ad essere indebitati a vita. Ci siamo impegnati, al fine di dimezzare il debito pubblico per portarlo al 60% del Pil, a ridurre i costi dello Stato di 45 miliardi di euro all'anno per i prossimi 20 anni, ciò che si tradurrà in nuove tasse e ulteriori tagli alla spesa pubblica; mentre per creare il Fondo Salva-Stati, l'Italia si è accollata la quota di 125 miliardi di euro, che non abbiamo. Nasciamo indebitati perché la moneta non la emette lo Stato ma una banca privata e abbiamo sottoscritto degli accordi con istituzioni sovranazionali le cui sentenze sono inappellabili. D'ora in poi lavoreremo sempre di più e vivremo sempre peggio per pagare i debiti. Ci limiteremo a produrre per consumare beni materiali, non ci saranno né risorse né tempo per occuparci della dimensione spirituale.

Siamo ad un bivio epocale: salvare l'euro per morire noi come persona, oppure riscattare la sovranità monetaria per salvaguardare la nostra umanità. Ecco perché solo una nuova valuta nazionale emessa direttamente dallo Stato, che ci affranchi dalla schiavitù del signoraggio e scardini dalle fondamenta la “fabbrica del debito”, emessa a parità di cambio con l'euro per prevenire fenomeni speculativi e inflazionistici, potrà darci la libertà di essere pienamente noi stessi nella nostra Italia che ha tutti i requisiti di credibilità e solidità per andare avanti a testa alta e con la schiena dritta».

Tuttavia, benché la creazione dell’euro, per i modi in cui è avvenuta, si sia rivelata, a parte la Germania e qualche nazione nordeuropea, una iattura per gli Stati e i popoli europei, Sapelli ammonisce a non sottovalutare le conseguenze catastrofiche di una possibile uscita dall’euro, perché in effetti «uscire dall’euro sarebbe una catastrofe per le classi più basse, come gli operai e in generale chi vive con un reddito da lavoro. Forse, i commercianti riusciranno a salvarsi fin quando troveranno qualcuno disposto a comprare un prodotto pagandolo cinque volte di più del prezzo reale, ma gli altri annegheranno. Se guardiamo alla Grecia, possiamo affermare con certezza che è di fatto crollata, è come se fosse già uscita. Ecco perché per salvare il sistema va riformata innanzitutto la Banca centrale europea, cambiandola sul modello della Federal Reserve degli Usa. E poi, riformare anche il parlamento che sicuramente sconfiggerebbe la politica della signora Angela Merkel, anche se non credo si farà in tempo. Molti anni fa, purtroppo, i cambiamenti arrivavano dalle guerre. Oggi non più. Allora, si deve sperare di riuscire a cambiare senza traumi. Mi fa ridere chi oggi parla di un parlamento europeo che non conta niente. Dove sarebbe la novità? Si accorgono soltanto adesso che le leggi in parlamento vengono approvate da una commissione piena di commissari e ambasciatori non eletti? Gli Usa e l’Inghilterra lo sapevano, per questo non si fidano più di un continente ormai privo di democrazia».

E, per quanto riguarda in particolare l’Italia, come dovrebbe comportarsi, dopo le elezioni del febbraio scorso, il nuovo governo, alla luce del fallimento del governo Monti? Questi i suggerimenti dell’economista piemontese: «Dopo Monti non cambierà nulla. Certo, tutto può rivelarsi migliore di Monti, ma è necessario un governo di unità nazionale che si impegni a iniziare una politica anti-deflattiva che comprenda una piccola inflazione capace di tirarci fuori dal debito, perché il debito non è il nostro problema, ma l'unico modo che abbiamo per salvarci. E, puntando all'Europa, legarsi bene al Ppe e al Pse».

Anche sul famigerato “debito pubblico” Sapelli viene proponendo un’analisi molto diversa da quella solitamente propagandata dai media. Dopo aver premesso che le tasse patrimoniali, pur necessarie e da applicare secondo criteri di progressività, non dovrebbero sfondare livelli di moderazione per evitare che i capitali scappino via laddove l’Italia «ha un gran bisogno di capitali», egli contesta che sia giusto considerare il debito pubblico «come la peste»: «Non scherziamo. L'oligopolio finanziario mondiale non colpisce il debito pubblico, ma l'assenza di crescita. Il Giappone ha il 280 per cento di debito pubblico, la Spagna del default il 75,8 per cento. Vogliono farci credere agli spauracchi, questa è la verità». Per Sapelli, dunque, la soluzione sarebbe nella ripresa della tanto invocata seppur in vero molto problematica “crescita”, che può essere favorita soltanto tornando a fare investimenti pubblici e privati, riaprendo i rubinetti bancari per la concessione di crediti necessari in particolar modo a piccole e medie aziende e alle famiglie, e riattivando i processi produttivi ora pressoché fermi sia per tornare a creare la ricchezza nazionale sia per far ripartire il consumo senza il quale non è possibile produrre se non in misura molto modesta.

Anche il professor Bruno Amoroso prende di mira l’euro e il governo Monti. In un’intervista pubblicata in “Focus” in data 4 dicembre 2012 e intitolata “La nostra rovina: l’euro”, egli, riproponendo posizioni critiche maturate all’indomani della UE, è tornato a schierarsi nettamente contro l’Europa della moneta unica: «L'Euro è un'idea folle che sta portando povertà su larga scala. Il rischio di rivolte sociali è molto elevato, se non si cambia rotta si può finire male». Dopo aver ricordato che l’euro fu istituito non già per motivi economici ma per motivi politici o meglio per «uno scambio politico», e più esattamente «per l’insistenza dei francesi che preoccupati per la riunificazione tedesca pensavano di poterne controllare il peso e il ruolo con una moneta unica», mentre dal canto loro «i tedeschi accettarono la moneta unica come forma di scambio per ottenere il consenso francese e degli altri paesi alla loro annessione della Germania Orientale dentro il sistema dell'Unione Europa», egli ha osservato che tuttavia proprio «i nodi di questa azzardata operazione, ossia una moneta senza uno Stato o istituzioni comuni adeguate al compito, sono venuti al pettine. L'insufficienza dell'euro rispetto alle speculazioni finanziarie dalle quali ci doveva proteggere è oggi evidente. La protezione si è trasformata in trappola e la speculazione, associata al potere economico assunto dalla Germania, che non è un partner cooperativo come immaginato dai padri dell’Europa, ma un soggetto competitivo e aggressivo, sta strangolando i Paesi dell'Europa del Sud e del Mediterraneo».

In effetti, la funzione dell’euro di proteggere dalle turbolenze delle speculazioni finanziarie si è rivelata molto più teorica di quanto pensassero gli economisti che hanno lavorato alla sua introduzione. Come ha ancora osservato Amoroso: «La cosa…non poteva durare. Oggi le crisi finanziarie mettono a nudo l'insufficienza di uno strumento che è diventato un mezzo di controllo delle economie. Lo strangolamento dei Paesi del sud, non solo d'Europa, è sotto gli occhi di tutti.Quello che oggi si sta avverando è il compimento di un piano di 'apartheid globale' messo in opera dal 1971 con l'avvio della Globalizzazione e del quale Mario Monti in Italia e Mario Draghi in Germania sono gli esecutori testamentari per le nostre economie. Quello a cui stiamo assistendo non è il fallimento della Globalizzazione, delle politiche neoliberiste e della finanza, bensí il loro realizzarsi nella forma più piena e più bieca. Anche le guerre in corso sono espressione di questo potere per disciplinare, oltre all'Europa e agli Stati Uniti, anche le economie asiatiche, africane e latioamericane. Ma la vittoria in casa si scontra sempre di più con i fatti oggettivi e le resistenze fuori casa, ed è l'espansione di queste aree e Paesi che possono far fallire questi nuovi piani di colonizzazione delle risorse mondiali».

Sarebbe stato del tutto normale ipotizzare che l’introduzione della moneta unica non preceduta dalla costruzione di istituzioni comuni e di un governo europeo avrebbe finito per determinare squilibri favorendo qualche nazione a danno di altre. Perché tale ipotesi non sia stata presa in attenta e seria considerazione, resta a dir poco un mistero: «più che nel paradosso, siamo nel mondo dell`assurdo: l'Europa ha pensato di avere una moneta e al posto del governo ha messo una banca. Governare 27 paesi europei mediante una banca, se non è uno scherzo, è una follia. Neanche la stessa moneta sembra funzionare bene. Basti pensare che i titoli in Euro dei paesi membri non hanno lo stesso valore sui mercati esteri. Di fatto funziona come se esistesse l'Euro-italiano, l'Euro-greco, l'Euro Tedesco e via discorrendo. Questi, però, hanno prezzi diversi. Non c`è quindi il rischio di tornare alle valute nazionali, ma di fatto questo avviene oggi quando si stima il valore delle valute mentre si insiste nella retorica della moneta comune e nel togliere ai vari paesi la sovranità sulle proprie politiche economiche».

Ogni politica e scelta economiche non possono funzionare se non in un rapporto serio e responsabile al problema dell’occupazione e delle concrete condizioni sociali di vita delle popolazioni e dei cittadini. In questo senso, la soluzione più intelligente e realistica sembra essere quella legata al «modello keynesiano di monete nazionali raccordate da rapporti di cambio flessibili concordati e da un patto di solidarietà che riequilibri i Paesi con un eccesso di surplus e quelli con un deficit forte. Io concordo con questa proposta», ha osservato Amoroso pur rilevando che «però il suo presupposto è l`esistenza di un accordo tra tutti i Paesi europei e dei rispettivi governi e questo mi sembra oggi alquanto difficile. Dieci anni di euro pesano», per cui adesso bisogna trovare «il modo di regolare l'economia per riequilibrare le forze in campo. Poiché i problemi sono stati creati nella zona Euro, è dentro questa che si deve trovare una soluzione di riequilibrio, creando due Euro (nord e sud) raccordati tra loro da un un rapporto di cambio fisso e un patto di solidarietà come sopra. Se non si fa questo, il rischio di grossi conflitti sociali è elevatissimo».

Ma non è affatto questa la soluzione e la prospettiva dei burocrati e degli esperti finanziari di Bruxelles e di tutti quei politici e media europei che continuano a spacciarne come vere e indispensabili le terapie fondate sostanzialmente su prelievi fiscali e finanziari ingenti e sistematici dalle economie nazionali europee più povere o segnate da un maggior grado di criticità. Costoro, infatti, continuano ad agitare il debito pubblico dei greci, degli italiani o di altri popoli dell’Europa meridionale, come la vera causa della crisi in atto, reiterando nei loro confronti l’accusa di «essere spendaccioni e altre sciocchezze. Le soluzioni, al contrario, esistono. A meno che non si voglia arrivare al disastro che si abbatterà sui nostri ceti medi, destinati all'ulteriore impoverimento, e al peggioramento delle condizioni di chi è già povero. L'esperienza insegna che quando i ceti medi si sentono aggrediti nella loro sopravvivenza, hanno una reazione violenta e si scatenano contro gli strati sociali più deboli come gli immigrati, il barista che non emette lo scontrino, i fannulloni. Una reazione alimentata dalle misure prese dal governo che fa della lotta all’evasione la caccia ai gruppi più deboli per sollevare il polverone che permette tranquillità ai ladri e ai veri speculatori, quelli della finanza e i loro portaborse della politica, invisibili. Mario Draghi, a capo della Banca centrale europea», questo è il giudizio impietoso ma obiettivo di Amoroso, «ha un ruolo ben definito. Mario Monti in Italia segue la sua linea».

In effetti, «Mario Draghi, che non fa mai errori di calcolo, è stato messo lí, come nelle cariche precedenti che ha ricoperto al Tesoro italiano e alla Banca d’Italia, perché è un collaboratore della Goldman Sachs, una banca che ha rovinato milioni di persone. Da Draghi al premier italiano Mario Monti c'è un disegno preciso: andare a pescare nei risparmi degli italiani e impoverire il sud dell'Europa per conto di speculatori finanziari e vari gruppi di potere. Negli ultimi trent'anni hanno contribuito a privatizzare tutto. Pensare che dobbiamo convincerli a far bene è ingenuo, non lavorano per le popolazioni, ma contro. D'altronde, le politiche che Draghi sta perseguendo, ossia distribuire fondi ai suoi amici delle grandi banche invece di riattivare i flussi del credito produttivo per imprenditori e famiglie, sta lì a dimostrarlo.

Molti italiani ancora sbraitano contro l'ex premier Silvio Berlusconi. Benedicono lo stile-Monti, sobrio e concreto. In piazza si festeggiava la cacciata del primo, in realtà voluta dai mercati, senza conoscere ciò che avrebbe fatto il secondo, messo a capo del governo con uno scopo ben preciso. I veri potenti sono aiutati dai mass media nella gestione del caos politico ed economico. Federico Caffè, nel lontano 1972 in un piccolo saggio parlò di 'strategia dell'allarmismo economico'. La crescente concentrazione finanziaria che stava nascendo negli Usa era evidente, lo stesso Caffè diceva che la concentrazione di potere sarebbe stata legittimata dall'allarmismo economico creato ad arte. Negli ultimi dieci anni i polveroni politici in Italia ci sono stati, alcuni hanno anche un fondo di verità, ma per il resto sono stati ingigantiti e sfruttati per nascondere e fare ben altro.

Appare strano che dopo le gigantesche speculazioni e gli arricchimenti illeciti a cui abbiamo assistito, nessuno sia stato indagato. Il conflitto di interessi riguarda veramente solo Berlusconi? Certo, qualche reazione, anche se isolata, c`è stata, ma è poca cosa: un giudice di Trani…, ha aperto un procedimento contro una società di rating, mentre il Tribunale di Pescara ha invece condannato per frode Mario Draghi in quanto dirigente della Goldman Sachs per l’Europa. Draghi, per la cronaca, ha patteggiato. A parte questi casi isolati, però, nessuno si è sognato e si sogna di toccare i veri responsabili di quello che accade».

Questa è la realtà. E continuare a ragionare come se invece la verità fosse altra e diversa può solo aggravare la situazione economica dei paesi in difficoltà ed accrescere dovunque la conflittualità sociale suscettibile di esplodere prima o poi in forme di violenza popolare che non potranno più essere arginate dalla martellante ed ipocrita campagna dei media contro la violenza e finalizzata a garantire la cosiddetta unità nazionale degli Stati che, a quel punto però, sarebbe unità di cittadini-schiavi e incapaci di reagire alla dittatura planetaria della finanza internazionale sempre più gonfia di interessi illeciti e di attività delittuose.

Tali analisi sono condivise dal terzo economista, di cui qui ci si vuole occupare, ovvero il professor Alberto Bagnai che però, diversamente da Sapelli e Amoroso, propende decisamente per una uscita preparata per tempo dell’Italia dall’euro. Sulla base di alcune importanti indicazioni di importanti economisti come Krugman e De Growe, egli riteneva già molti mesi or sono che l’Italia avrebbe dovuto decidere di lasciare la moneta unica prima che fossero i mercati a imporglielo [Il teorico (serio) del partito antieuro: “Uscita dell’Italia dolorosa ma inevitabile, in “Il Fatto Quotidiano” del 18 giugno 2012]. Proprio per salvare l’Europa e non per distruggerla, egli diceva, occorre sbarazzarsi dell’euro. A coloro che si ostinano a ripetere che l’euro non c’entra e che tutti i nostri guai sono dovuti alla crisi dei debiti sovrani, egli ha replicato cosí: « I maggiori economisti internazionali, a partire da Paul Krugman e Paul De Grauwe, non la pensano cosí. Se il problema fosse il debito pubblico, dal 2008 – quando esplode la bolla dei mutui subprime – la crisi avrebbe colpito prima Grecia e Italia (debito pubblico al 110% e al 106% del Pil). Ma i mercati puniscono prima Irlanda (44%), Spagna (40%) e Portogallo (65%), solo dopo Grecia e Italia. Cosa accomuna questi paesi? Gli squilibri di bilancia dei pagamenti, causati dalla moneta unica, cosa ormai riconosciuta anche dal Fmi, che hanno portato all’accumulazione di debito privato».

Ma perché debito privato, gli è stato chiesto; non è di debito pubblico che si tratta? La risposta è la seguente: «Spiego: se un paese compra all’estero più di quanto venda, dovrà farsi prestare dall’estero la differenza. Un deficit di bilancia dei pagamenti porta cosí a debiti verso l’estero, prevalentemente privati. Ma perché il resto del mondo continua a far credito? Semplice: per finanziare la vendita delle proprie merci. E’ banalmente il meccanismo in atto tra Cina e Usa. La crisi in Europa esplode quando le banche tedesche, scottate dai subprime, devono rientrare dei loro crediti verso i paesi periferici. Certo, a valle il problema è costituito dai debiti pubblici. Ma a monte il problema nasce perché le banche – i cui crediti sono i debiti dei privati – hanno prestato largamente, realizzando profitti: quando la crisi economica ha messo famiglie e imprese in difficoltà, lo Stato ha salvato le banche, tassando le famiglie, per via della storia del too big to fail. E ora il debito è pubblico». E a chi gli ha fatto osservare che economisti come Giavazzi e Alesina abbiano rilevato che però la colpa di quel che è successo sarebbe pur sempre nostra per non aver fatto le necessarie riforme, Bagnai replica: «Forse potevamo approfittare di più del dividendo dell’euro, però è anche vero che nei primi anni il debito pubblico era sceso di oltre 10 punti. La spesa pubblica però non l’abbiamo potuta ridurre di più perché l’euro, penalizzando il nostro commercio, ci sottraeva domanda estera: se avessimo diminuito anche quella pubblica saremmo cresciuti ancora di meno».

Ma non è forse vero che in Germania, dove le riforme sono state fatte, va tutto bene e riesce a vendere anche in Cina? Anche a questa obiezione Bagnai risponde che «intanto non è vero, perché la bilancia commerciale della Germania con la Cina era negativa ed è peggiorata. Invece è migliorata coi paesi dell’Eurozona, con noi. Questo perché le riforme del mercato del lavoro in Germania si sono tradotte in una sostanziale precarizzazione, volta a comprimere i salari. E’ una svalutazione interna, quella che oggi viene chiesta a noi: non va dimenticato, però, che la Germania per assorbirne il costo sociale fu costretta a violare per prima il Patto di stabilità, sussidiando una pletora di sottoccupati (e quindi, indirettamente, il suo sistema industriale). Ma ora a noi chiede austerità, mentre occorrerebbero politiche di rilancio dell’economia,come riconosce anche l’International Labour Office delle Nazioni Unite».

Ma come sarebbe a dire che le riforme in Germania si sarebbero tradotte alla fine in una compressione dei salari, visto che l’operaio tedesco guadagna il doppio dell’operaio italiano? «In Germania», è la risposta, «non c’è solo l’operaio strutturato e non c’è solo la Wolkswagen: c’è anche sotto-occupazione, ci sono i mini-job… Risultato: dopo le riforme i salari reali in media sono calati del 6,5%». Ed è del tutto evidente, per tutto ciò che è stato detto sopra, che l’euro favorisce solo o principalmente la Germania e i paesi del nord-Europa che anzi resteranno strenui paladini della moneta unica sino a che le regole monetarie non cambino nei rapporti complessivi tra gli Stati europei. Per cui, per quanto doloroso, sarà inevitabile che l’Italia esca dall’euro e sarebbe preferibile gestire questo processo anziché subirlo. Sarebbe un grave errore identificare l’Europa con l’euro perché l’euro «è solo l’undicesima moneta dell’Unione, quella che funziona peggio: l’Europa c’era prima e ci sarà anche dopo».

A chi, come per esempio Pier Luigi Bersani, teme che questa prospettiva sia catastrofica e che, con il ritorno alla lira e la sua svalutazione, la nostra antica moneta nazionale sarebbe cartastraccia, Bagnai ancora una volta risponde: «Si fa molto terrorismo, ma di fatto nel medio periodo il cambio recupera il differenziale di inflazione accumulato col paese di riferimento negli anni del cambio fisso. Cosí è successo in Argentina, cosí successe anche all’Italia quando uscí dallo Sme nel 1992. Nel caso attuale, la svalutazione sarebbe attorno al 20%», anche se questo non implica necessariamente che, nel caso in cui uscissimo dall’euro, ci troveremmo con un 20% in più di inflazione, dal momento che «tutti gli studi negano ci sia un rapporto diretto tra svalutazione e inflazione: sempre a stare agli studi scientifici, è lecito attendersi un aumento dell’inflazione fra i 2 e i 4 punti (non certo 20!)…è bene ricordare che nel ’92, dopo una svalutazione del 20%, l’inflazione scese dal 5 al 4%».

Purtroppo, ha dichiarato Bagnai dopo aver visto all’opera per alcuni mesi il governo Monti, questo governo compie «delle scelte tecnicamente sbagliate, che mettono in visibile difficoltà il paese, applicando a noi le ricette che non hanno funzionato in America Latina negli anni ’80 e ’90», là dove il PD è complice diretto di questi errori benché ipocritamente dica di volersi battere per introdurre elementi di maggiore equità sociale nelle leggi del governo: «La fiducia nel mercato di certa sinistra è commovente: nessuno sfrenato pensatore liberale e liberista ne ha altrettanta. Però quando la sinistra aderisce a politiche di forte destra, alla fine succede solo una cosa: vince la destra». E infatti, proprio per evitare che vincesse la destra finanziaria e burocratica della Unione Europea, il popolo italiano, alle ultime elezioni politiche del 2013 ha votato soprattutto a favore del Movimento 5Stelle.

Ma, se gli economisti che sono stati passati in rassegna non sono “allineati”, nel senso che essi sono venuti elaborando delle diagnosi molto più problematiche e dubbiose di quelle sbandierate all’insegna di un apparente ottimismo dagli apologeti del sistema europeo e della sua moneta unica, va notato che anche prima dell’inizio degli anni 2000 non erano mancati economisti che, senza essere profeti, avevano saputo vedere i pericoli sottostanti alla decisione politica dei governi, non adeguatamente sottoposta al vaglio pubblico dei cittadini, di costruire una Unione Europea, con la sua Banca Centrale e la sua moneta unica, senza che essa fosse preceduta da un vero e proprio Stato europeo dotato dei pesi e dei contrappesi di cui ogni Stato democratico e parlamentare deve poter disporre.

Guido Carli aveva detto: «Il perseguimento dell’unione monetaria con forte anticipo sull’integrazione delle economie può danneggiare alcune di esse e non consente una distribuzione fra i paesi membri dei vantaggi e degli svantaggi connessi con il processo di unificazione. L’integrazione riguarda i fattori produttivi, le istituzioni in cui tali fattori sono organizzati, le norme che ne regolano e ne promuovono la circolazione, i prelievi fiscali e previdenziali, i trasferimenti di reddito compensativi. Senza l’integrazione delle economie, la rinuncia dei paesi membri all’uso autonomo del tasso di cambio e degli altri strumenti di politica monetaria può danneggiare alcuni di essi» (Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, 1971).

Il noto economista del Massachusetts Institute of Technology di Boston, Rudiger Dornbusch, osservava: «La critica più seria all’Unione monetaria è che, abolendo gli aggiustamenti del tasso di cambio, trasferisce al mercato del lavoro il compito di adeguare la competitività e i prezzi relativi (…) Diventeranno preponderanti recessione, disoccupazione e pressioni sulla Bce affinché inflazioni l’economia», e poi: «Una volta entrata, l’Italia, con una valuta sopravvalutata , si troverà di nuovo alle corde, come nel 1992, quando venne attaccata la lira» (Foreign Affairs, 1996), mentre il liberista Martin Feldstein, professore ad Harvard, pronosticava realisticamente che «invece di favorire l’armonia intra-Europea e la pace globale, è molto più probabile che il passaggio all’unione monetaria e l’integrazione politica che ne conseguirà conduca a un aumento dei conflitti all’interno dell’Europa», non senza notare che «una caratteristica particolarmente critica dell’Unione monetaria europea è che non c’è alcun modo legittimo per i paesi membri di ritirarsi: l’esperienza americana durante la Guerra di secessione del Sud fornisce alcune lezioni sui pericoli di un trattato che non offre via d’uscita. Le aspirazioni francesi all’uguaglianza e quelle tedesche all’egemonia non sono compatibili: gli effetti economici avversi di una moneta unica controbilancerebbero abbondantemente qualsiasi guadagno che si otterrebbe dalla facilitazione del commercio» (Foreign Affairs, 1997).

D’altra parte, Dominick Salvatore, economista della Fordham University di New York, rilevava che «muovere verso una compiuta unione monetaria dell’Europa è come mettere il carro davanti ai buoi. Uno shock importante provocherebbe una pressione insopportabile all’interno dell’Unione, data la scarsa mobilità del lavoro, l’inadeguata redistribuzione fiscale e l’atteggiamento della Bce, che vorrebbe probabilmente perseguire una politica monetaria restrittiva per mantenere l’euro forte quanto il dollaro. Questa è certamente la ricetta per notevoli problemi futuri» (American economic review, 1997). E addirittura profetico era il giudizio di Paul Krugman, professore a Princeton, premio Nobel per l’economia: «l’Unione monetaria», diceva, «non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata progettata per mantenere contenta la Germania, per offrire quella severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorrà in futuro» (Fortune, 1998).

Ma, fra i critici più lungimiranti dell’Unione Europea e della moneta unica, va incluso anche quel Bettino Craxi, che per quanto politicamente e umanamente sfortunato, aveva intuito, come risulta da un’intervista del 1997, che «si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre, ma per noi nella migliore delle ipotesi sarà un limbo e nella peggiore un inferno. Bisogna riflettere su ciò che si sta facendo: la cosa più ragionevole sarebbe stato richiedere e anzi pretendere, essendo noi un grande paese, la rinegoziazione dei parametri di Maastricht». Proprio cosí: bisognerebbe rinegoziare, quanto meno, non solo i parametri di Maastricht ma anche il trattato di Lisbona in vigore dal 2009 e l’intera costruzione europea.