Luci sull'Est

Siete ancora in tempo....!!! CONVERTITEVI...!! Cristo pensaci TU per questi malfattori...!! se ci penso io faccio tanto male ai miei figli...!! RENDO FEDE IN TE...!!Per aver scritto queste parole su un pezzo di carta mio marito e' stato preso di forza è portato all ospedale militare....!! invece questa è la mia frase...!! Cristo pensaci TU per i figli degli ufficiali corrotti e tutte le persone che si sono resi responsabili...penso che loro ci tengono ai propri figli e li vogliono vedere realizzati nella vita...!!! CRISTO LI AFFIDO A TE TU SAI QUELLO CHE DEVI FARE...!!! DOVE NON ARRIVIAMO NOI ARRIVERA' LA MANO DI DIO NEL GIORNO PIU' BELLO DELLA VOSTRA VITA...!!
VOGLIAMO FUORI I RESPONSABILI KE CI HANNO PERSEQUITATO DA TUTTA LA VITA.....FUORIIIIIIIIIIIIIIIIIII.....!!! DOMANDA ALLE PERSONE CHE DOVEVANO FARE E NON HANNO FATTO.....!!!! ASARO
GASPARE DI MAZARA DEL VALLO VEDI CERTIFICATO MEDICO Nr 6981 UN'TA
SANITARIA OSP A. AIELLO DI MAZARA DEL VALLO IN DATA 27.03.88 Proc Nr
1194/94 G.I.P e 544/94 RNRT ) Nei Confronti di Cap CIERI LUIGI Arnaldo
BALESTRA Cataldo e PISCIOTTA Antonino In ordine ai delitti ex artt. 323 e
328 C.P.P In Mazara del Vallo 27.03.88 e 20.11.1992 ) Dispositivo 28.11.1995...!!! Dice Il Giudice Si rileva che, nonostante la pepetrazione di reati GRAVI da parete dell'ASARO nei
confronti dell'Agenti Operante ( In particolare, il BALESTRA e il CIERI )
tenevano un comportamento omissivo, nonché abusivo e addirittura
vessatorio nei confronti di propri subordinati) Domanda al
M.lloBERTONCELLO e App LETO..Perché non hanno denunciato tutto
all'Autorità Giudiziaria...!!! Atualmente presta servizio a Mazara del
vallo....??????? Domanda Al M.llo Balestra Perché Inviata Trasmissione
di Certificato Medico Lettera Nr. 82/20 prot.llo 1988 datata 19.04.1991
Compagnia C.C. Nucleo Operativo e R.M. di Mazara del Vallo...!!! Tenore
della lettera di BALESTRA Il 3 aprile 1991, lo scrivente, al rientro
della licenza ordinaria di giorni 5, fruiti nel Comune di Francavilla
Fontana, presso i propri famigliari, veniva informato dal Capitano
Raffaele Del Sole, Comandante della Compagnia di Mazara del Vallo...!!!
Che nel fascicolo personale di ASARO GASPARE nato il 05.05.1967 ivi
residente , Via S.Turi nr.21 Proprietario Ingrosso Pesce......!!!!
Perché Il Certificato Del Sig. ASARO Informato Procura di Marsala in
Data 22.aprile 1991 fatti del 27.aprile.1988..Perché.????????????????
Indagine di P.G Procedimento Nr 544/94 RNRT. e Proc 1194/94 G.I.P del
Tribunale di Marsala...!!! E stato mai sentito dai inquirenti U.P.G...
ASARO GASPARE nato a Mazara del Vallo Commerciante di Pesce all'Ingrosso
Ha mai dato pesce ai Carabinieri di Mazara del Vallo..?????? Mai fatta
....!!! Nelle Dichiarazione di LUCIDO Pietro Riferisce che il Signor
ASARO GASPARE Ha portato del Pesce ( Si dice per fare il cuscusus Pesce
Sn Pietro ) Mai sentiti Asaro Gaspare e i Suoi Famigliari ( Fratello
)...???? Vedi Provedimento dei Carabinieri di Mazara del Vallo alla
Procura di Marsala C.N.R M.llo BALESTRA Cataldo.Perché il mio lo ha
inviato immediatamente alla Procura di Marsala TP Tutto Questo e
Documentato in Documenti Cartacce Buon Lavoro Un Fine Settimana a Tutti Serpico De Pasquale Agostino..
Maria Ponticelli ECCO ALCUNI RESPONSABILI DI QUESTO MASSACRO ALLA MIA FAMIGLIA...!!! TOGLIETECI LA DIVISA E BUTTATELI FUORI....!!!!COME TUTTE LE VOLTE NON SI
TROVA MAI UN RESPONSABILE....!!! VOGLIAMO KE I RESPONSABILI DI TUTTI I
FATTI AVVENUTI VENGONO FUORI E NON PREMIATI MAGARI CON PROMOZIONI DI
GRADO SUPERIORI...!!!! AOOOOOOO CI LEGGETE O FATE FINTA DI NON
LEGGERCI...!!!! NOI NON CI FERMIAMO...!!! FUORI I RESPONSABILI DI QUESTO
MASSACRO....!!!!!
Altro episodio degno di nota riguarda il rapporto fra l'Arma dei Carabinieri e la mia Famiglia De pasquale. In particolare l'ex appuntato riferisce un episodio verificatosi a Petrosino dove suo figlio Gaspare Dario venne fermato, impropriamente dal Comandante della Stazione Carabinieri Brigadiere IANNACE Antonio, unitamente ad altri compagni. Uno scherzo fra ragazzi era stato considerato reato, con conseguente stato il fermo. Papà Agostino stava dando non poco fastidio con le sue denunce alla magistratura. Per tali abusi la moglie e il figlio presentarono querela alla Procura della Repubblica di Marsala. Nel mentre il procedimento presso il Tribunale dei minori venne archiviato per insussistenza dei fatti.
Di questo, come di tutte le vicende raccontate anche nella scorsa puntata, Agostino mi ha fatto avere copia; in questo caso l'archiviazione del GIP è datata 09.10.1995, tanto per aver presente il periodo di tempo in cui le persecuzioni si svolgono. Convocato presso la Compagnia Carabinieri di Marsala il Comandante Capitano ALICANDRO intima al Di Pasquale di far ritirare la querela mentre l'altro Ufficiale di P.G. Maresciallo VERGARO induceva sua moglie a fare altrettanto.
Come spiegato anche nella puntata scorsa Agostino De Pasquale continua tutt'oggi a combattere per essere riabilitato dall'Arma dei Carabinieri, nonostante tutte le sentenze gli diano ragione riconoscendogli i meriti che tutti i servitori dell'Arma dovrebbero avere. Non che si chieda una medaglia. Semplicemente il respetto dovuto alla gente onesta.
Il sequestro
Pur avendo subito un sequestro di persona subisce violenza in data 22.03.89 ma viene processato Lui! sarà assolto -ovviamente- perchè il fatto non sussiste. I responsabili del sequestro di persona rimangono avvolti nel mistero, anche se alla luce dei fatti qui sopra riportati, si può immaginare il loro movente e i mandanti. Siamo alla fase finale: dalle angherie ai tentativi di omicidio. Un incidente stradale subito dal De Pasquale è emblematico: sull'autostrada PALERMO Mazara Del Vallo. "Percorendo Lautostrada nei pressi di Campobello di Mazara un'auto svolta davanti facendomi finire furi strada riportando la distruzione della mia FIAT 132 e ferite gravi il Conducende dell'auto è il Sig. BUA Giuseppe verso il quale non verrà mai preso alcun provvedimento"per le sue RESPONSABILITA' SERPICO DE PASQUALE AGOSTINO
IMPORTANTE...DOVETE SAPERE TUTTI....!!!!
VI FACCIO SAPERE CHE LE ASSUNZIONI NELL'ARMA DEI CARABINIERI E SEMPRE PER I SOLITI LECCHINI.....I LORO FIGLI SONO TUTTI ALL'INTERNO DELL'ARMA A CHI NON PIACE L'ARMA TROVANO L'ALTERNATIVA CON POSTI DI ALTO PROFILO ECONOMICO...TUTTO QUESTO NON E' STATO POSSIBILE PER I MIEI FIGLI TROVANDO MILLE SCUSE ABINORME E FUORI DEI CANONI DEL DIRITTO.....ANCHE QUESTA E' UNA DENUNCIA CHE STO FACENDO COSI INFORMO CHI DI COMPETENZA DEVONO INTERVENIRE PER FARE FINIRE QUESTI SOPRUSI E' ABUSI..DOVRANNO RISPONDERE ANCHE DI QUESTO ABUSO E RIPRISTINARE LA VITA DEI MIEI FIGLI COME LORO FANNO AI SUI FIGLI DI SISTEMARLI NEI POSTI DI PRESTIGIO...ORMAI PENSO DI ESSERE STATA MOLTO CHIARA...!!!! NON MOLLO..... MARIA PONTICELLI
INVIATO CON E-MAIL 28.11.2014 Spett. MINISTRO DELLA DIFESA CORTESE ATTENZIONE GEN CA TULLIO DEL SETTE
On Roberta PINOTI
Spett. Comandante Generale dell'Arma
Dei Carabinieri
Gen. A. Leonardo Gallitelli
00197 R O M A
Premesso che con Lettere Nr.157915/M8-7 del 04/08/2011 Notificato 05.08.2011 Stazione Carabinieri Di Petrosino (TP) ISTANZA di "riammissione in servizio " Presentata dall'App Agostino De Pasquale classe 1953 ( 906962 TA) In Servizio alla Stazione C.C. Di TRAPANI
La sottoscritta PONTICELLI MARIA nata a Marsala il 17.06.54 residente in Petrosino (TP) Via Spagna nr.1/A espone chiede quando segue Alla SS. VV.: Moglie dell'App De Pasquale Agostino In servizio Presso Comando Legione C.C. Sicilia Reparto Comando. Ancora Oggi Stiamo Pagando I provvedimenti uno dopo l'atro senza alcuna Responsabilità solamente strategia per fare demordere e lasciare l'Arma che il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri I Reparto –SM –Ufficio Personale Brig.,App., e Ca/re In data di 04.08.2011 con lettera Nr. 157915/M8-7 La Domanda che si allega in copia, con la quale l'App. in congedo Agostino De Pasquale ha chiesto di
essere riammesso in servizio, ai sensi dell'art.3, comma 57,e 57 bis
della legge 24.12.2003 n.350, D.L. nr.66 del 16.03.04 convertito in L.
in data 11.05.04 nr.126 come modificato dall'art.2, commi 30,31 e 32 del Decreto Legge Del 29/12/.2010 n.225, Art. 2 co 30,31 e 32 " è accolta" In Particolare le vicende di rilevanza possono cosi sintetizzarsi :-1). In data 07.09.2011 Con determinazione nr.157915/M8-12 l'App De Pasquale veniva riammesso in servizio con decorrenza 05.08.2011 tale determinazione riporta, al secondo alinea, che la riammissione in servizio deve intendesi.. ai sensi dell'art.2 commi 30,31e32 n.10 e nr.225 del 26.02.2011 Vedi Lettera n.1/10872/1502.3016/06LT del Ministero della Difesa In data 11.03.2011:-
2) Al riguardo , preliminarmente si segnala che Ufficio TEA del CNA ha comunicato di aver attribuito in servizio , con le competenze del mese di marzo 2012, il beneficio economico in argomento unitamente alle somme arretrate decorrenti dal 05.08.2011.. Mese di Maggio 2012 il beneficio economico Euro.779,81 ,,Per Finire Sentenza n.1539/2010 Corte dei Conti Procedimento Atto exstra Giudiziario di diffida ad adempire Ordinanza Nr.119/2013 Rinvia Udienza del 09.07.2013 Richiesta parere all'Avvocatura dello stato circa
la necessià di ottemperare all'anzidetta SENTENZA Altro Giudizio
Sentenza n 00119/2013 REG. PROV. COLL N.01567/2012 del 19.12.2012TAR Sicilia Condanna Euro 1500.00 Oltre accessori:- Che ancora oggi non e stata Risarcita della soma di Condanna TAR Sicilia
Quando sopra meglio esposto in sintesi della Situazione del beneficio economico in argomento Le Rinnovo Ancora Una volta di prendere questo Angolo della strada " Famiglia economicamente disastrato per il prolungare del completamento del risarcimento economico,. Lettera Nr. 128/35-1-1987 Portale Leonardo Il Comandante Generale Messaggio Significativo Analisi dello stress correlato costatazione della realtà " Capacita di ascolto e senso di solidarietà nel rapporto interpersonali Le famiglie NB: Presentata Istanza in data 11.11.2011 Presso Comando Legione CC Sicilia Palermo Per Conferire Con Il Sig Ministro Della Difesa Che ancora OGGI NON E STATO Dato alcuna RISPOSTA NOTA Avvanzamento al Grado Superiore Visto L'Art 9 D.L. 78/10 del 10.01.2014 NB:- 2669 dal Rif. 31.12,2014 CORSO U.P.G. IN DATA 12.12.1995 CON ESITO POSITIVO IDONIO MA ANCORA OGGI NON RICONOSCIUTO PERCHE' NON IN VIGORE MA
SONO REINTEGHRATO D.L.
Marsala -Roma lì 28.11.2014 Maria PONTICELLI
https://www.facebook.com/maria.ponticelli.568?fref=ts
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https://www.facebook.com/profile.php?id=100008425083736&fref=ts gusto Lorenzo. con la nostra associazione, noi raccogliamo materiali per poveri: cibo, medicamenti vestiti, ecc. per ucraina e africa
anche pensiamo che bisognia aiuto per poveri di israele.. ] ANSWER [ fai copia incolla, di un progetto concreto realizzato e dei riferimenti per fare offerte oppure, puoi mettere un link. questa usura bancaria ha fatto nascere poveri ovunque. in Europa? abbiamo 100milioni di poveri.. che, non hanno più accesso ai servizi fondamentali!
L'Associazione è membro della Federazione Mondiale delle Organizzazioni i ucraini (World Federation of Ukrainian Organizations (WFUWO).. Si tratta di una federazione internazionale con 27 membri-organizzazioni in 17 paesi - nei quattro continenti. Il WFUWO sostiene i programmi culturali, educativi, umanitari e sociali, Gran parte di attivita di Federazione si svolge per Europa orientale e bambini vittime di Chernobyl. WFUWO lavora a stretto contatto con altre organizzazioni internazionali e la comunità delle Nazioni Unite sui progetti di interesse comune. La Federazione Mondiale delle Organizzazioni ucraini è una organizzazione non governativa e ha statuto consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e con l'UNICEF. nostra sede è a Venezia Mestre. per IBAN contattare cellulare dai il cellulare, per essere pubblicato? Aiutare Poveri 389 28 65 558
ITALIA +39 389 28 65 558 Aiutare Poveri grazie anche per te
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#BringBackOurMarò

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
IMG_0046"La Comunità Ebraica di Roma, che ha lanciato la campagna #bringbackourmarò, ha affisso davanti al Tempio Maggiore di Roma due gigantografie dei fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La sorte dei due marò è oggi una questione umanitaria che ha bisogno del sostegno di tutti. Riteniamo necessario compiere ogni iniziativa possibile per riportarli a casa dalle loro famiglie. Latorre e Girone non possono e non devono essere lasciati soli. Ci stiamo mobilitando sui social network, sensibilizzando quante più persone e organismi possibili, anche in campo internazionale. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i suoi ministri, in queste ore stanno lavorando per trovare una soluzione e riportarli tutti e due in Italia. Speriamo che questa lunga attesa finisca al più presto. Noi continueremo a pregare e a mobilitarci".
Lo dichiara in una nota il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

Neofascisti arrestati, Pacifici: "Niente mezze misure, servono pene esemplari"

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
"La notizia dei 14 neofascisti arrestati in diverse regioni italiane è la dimostrazione di quanto le nostre Istituzioni tengano alta la guardia contro ogni tentativo di rinascita di gruppi che si ispirano a ideologie antidemocratiche e che incitano alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Complimenti al Generale Mario Parente […]

Rav Piperno si racconta: "La mia nuova vita tra Roma e Napoli"

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
Rav Umberto Piperno nasce a Roma il 6 marzo del 1961. Diventa Maskil (diploma rabbinico) nel 1980 e Consegue la Semikhà (laurea rabbinica) da Rav Elio Toaff nel 1983. Contemporaneamente si laurea in Scienze politiche e in Legge all'Università di Roma. Nel 1987 sposa Malka Kramer da cui avrà tre figli. Nel 1995 riceve il […]

Parashà di Miqètz: i sogni del Faraone interpretati da Yosef

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
L'interpretazione dei sogni dei ministri del Faraone non servì a Yosef per uscire dalla prigione. Tuttavia, quando fu il Faraone a sognare e né i negromanti né i saggi d'Egitto seppero dare delle interpretazioni che lo soddisfecero, arrivò per Yosef il momento di giungere alla posizione che gli era stata predestinata dai suoi sogni di […]

Rivogliamo a casa i nostri marò: #bringbackourmarò

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
"La Comunità Ebraica di Roma esprime forte preoccupazione per la vicenda che da due anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell'India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti. Siamo vicini al Governo Italiano di Matteo Renzi, al Ministro della Difesa […]

Gli ebrei a Roma tra Risorgimento ed Emancipazione

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Prima di tutto italiani. Gli ebrei romani e la Grande Guerra

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
Martedì 16 Dicembre 2014 il Museo Ebraico di Roma inaugura nella Sala del Novecento la mostra Prima di tutto Italiani. Gli Ebrei Romani e la Grande Guerra. L'esposizione, curata da Lia Toaff e che resterà aperta fino al 16 Marzo 2015, racconta il contributo ebraico alla Prima Guerra Mondiale attraverso fotografie, lettere dal fronte, libri […]

Parashà di Vayèshev: Yosef, uomo del destino

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
Yosef era nato a Charan in Mesopotamia, alla fine dei quattordici anni nei quali Ya'aqov aveva lavorato presso Lavan suo zio. Lavan, consapevole di essere diventato ricco grazie all'opera di Ya'aqov, lo convinse a rimanere con lui più a lungo. Dopo altri sei anni presso Lavan, durante i quali anche Ya'aqov si arricchì, Ya'aqov lasciò […]

Servizi domiciliari, bando della Cooperativa Avodà

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
La Cooperativa Avodà Sociale, intende ampliare per il 2015 le proprie attività relative ai servizi domiciliari per anziani. A questo scopo intende inserire nel proprio organico  persone  interessate ad operare in questo settore Cerchiamo pertanto persone con i seguenti requisiti: Titolo di studio preferenziale: attestato O.S.S o Ota O Adest (con disponibilità a frequentare il […]

  • 5 dic 2014

Parashà di Vaishlàkh: il giusto tributo alla vecchia nutrice

in: Blog/News | Scritto da: Redazione
La parashà racconta le peripezie  del nostro patriarca Ya'aqòv nel suo viaggio di ritorno da Charàn, dopo aver concluso un patto di non aggressione con il suocero Lavan che lo aveva inseguito e raggiunto alle montagne di Gil'ad. Avvicinandosi ad Eretz Israel, la parashà racconta dell'incontro con il fratello Esaù, poi della disgrazia che avvenne […]


Luci sull'Est informa

18/12/2014

IRAQ – Lo Stato Islamico trasforma in prigione il monastero di San Giorgio, divelta la croce sulla cupola!

Mosul (Agenzia Fides) – Nella città di Mosul, conquistata a giugno dai miliziani jihadisti dello Stato Islamico (IS), le chiese cristiane continuano a essere trasformate in carceri. Durante l'ultimo fine settimana i jihadisti dell'IS hanno trasferito almeno 150 prigionieri bendati e ammanettati nell'antico monastero di San Giorgio, appartenente all'Ordine antoniano di Sant'Ormisda dei caldei. Lo riferiscono fonti locali, entrate in contatto con il website iracheno ankawa.com. Tra i prigionieri, in precedenza detenuti presso la prigione di Badush – evacuata nella previsione di un possibile attacco da parte della coalizione anti-Califfato – ci sarebbero capi tribù sunniti oppositori dello Stato Islamico ed ex membri degli apparati di sicurezza smantellati dai jihadisti.

Le ultime foto del monastero circolanti via internet documentano che anche la croce della cupola di San Giorgio è stata divelta, seguendo il destino toccato anche alle altre chiese cristiane occupate dai jihadisti. In precedenza, fonti locali avevano riferito all'Agenzia Fides che presso il medesimo monastero erano stati portati gruppi di donne.

"Le notizie e le foto delle chiese occupate dai jihadisti – commenta all'Agenzia Fides Rebwar Audish Basa, Procuratore dell'Ordine antoniano di sant'Ormisda dei Caldei – rendono ancora più dolorose le ferite interiori dei cristiani fuggiti da Mosul e dalla Piana di Ninive, che si preparano a passare il primo Natale lontano da quei luoghi da loro tanto amati. Chiese e monasteri adesso subiscono profanazione da chi non mostra di avere alcuna pietà, per niente e per nessuno".

( Agenzia Fides 18/12/2014 )
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05/12/2014

VIDEO: reportage "Gli occhi della Guerra" sulle persecuzioni cristiane in Iraq

Questa è la testimonianza di Fausto Biloslavo, reporter de "Gli occhi della Guerra", che ci racconta con questo video il dramma dei cristiani perseguitati in Iraq:

"Da qualche giorno sono tornato dall'Iraq!

Vi ho portato nella stanza della morte del Califfo, dove l'Isis tortura e impicca gli infedeli. Abbiamo vissuto in prima linea la battaglia degli iracheni e dei peshmerga contro l'avanzata dello Stato Islamico. Siamo stati testimoni dello sbarco dei primi militari italiani in Kurdistan. Ma soprattutto insieme abbiamo ascoltato l'appello dei 120mila profughi cristiani nel nord dell'Iraq e abbiamo visitato la tendopoli che accoglie i nostri fratelli che non hanno più un tetto degno di questo nome.

Abbiamo ascoltato i racconti terribili delle famiglie perseguitate dagli jihadisti, costrette a convertirsi all'islam a forza e derubate di tutto. Siamo entrati nelle loro case, saccheggiate e distrutte prima dall'Isis poi dai curdi. Siamo stati con loro a messa sotto un tendone dove pregavano per tornare nelle loro case occupate dai tagliagole del Califfato."

GUARDA IL VIDEO de "Gli occhi della Guerra"

(Fausto Biloslavo) (Gli occhi della Guerra, 04/12/2014)
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05/12/2014

Asia Bibi, gli sposi arsi nel forno e la storia del bicchiere d'acqua. «La legge sulla blasfemia serve a perseguitarci»

Sardar Mushtaq Gill, cristiano pakistano di 33 anni, sposato con tre figli, è uno degli otto legali di Asia Bibi ma più che l'avvocato voleva fare il tecnico. Ha cominciato a cambiare idea quando in prima media, all'età di 11 anni, si è trovato in classe con 70 musulmani e due cristiani. Un giorno d'estate, quando il caldo supera i 40 gradi, uno dei suoi compagni cristiani si è alzato per bere un bicchiere d'acqua dal refrigeratore presente in classe. Alla fine della giornata il preside ha preso i tre cristiani da parte: "Quell'acqua non è per voi. Se la bevete i vostri compagni musulmani si offendono", ha detto loro.

«A quelle parole sono scoppiato a piangere», racconta Gill a tempi.it. «Se ho scelto di fare l'avvocato è perché i miei figli non dovessero subire tutte le discriminazioni che io ho subito durante la mia infanzia». Incontriamo l'avvocato della pakistana condannata a morte per blasfemia a Piacenza, dove il 3 dicembre ha tenuto una conferenza all'università cattolica del Sacro cuore. Gill è venuto per la prima volta in Italia per visitare il comune piacentino di Borgonovo, che ad aprile ha concesso ad Asia Bibi la cittadinanza onoraria. «È un piccolo gesto ma serve per provare a tenere un po' alto il morale», confessa l'avvocato.

Per Asia Bibi, la prima donna condannata a morte per blasfemia in Pakistan, il prossimo 12 dicembre sarà un triste anniversario, che segnerà la sua permanenza in carcere da duemila giorni, circa cinque anni e mezzo. Tutto per aver bevuto un bicchiere d'acqua. Il 24 novembre Gill, che è presidente dell'organizzazione Lead, ha depositato l'appello alla Corte suprema del Pakistan: se anche in terzo grado la donna sarà condannata a morte, solo il presidente del Paese Mamnoon Hussain potrà salvarla concedendo la grazia. Altrimenti sarà impiccata.

Avvocato, prima del verdetto eravate certi che l'Alta corte di Lahore avrebbe riconosciuto i vostri argomenti. Invece il 24 ottobre ha confermato la condanna a morte per Asia Bibi. Come mai?
Questo processo non si è mai svolto regolarmente fin dal principio. Dal punto di vista tecnico, l'Alta corte ha rigettato il nostro appello perché non abbiamo contro-interrogato i testimoni dell'accusa. Dunque, è come se avessimo avallato le loro tesi.

Perchè non l'avete fatto?
Perché non c'erano le condizioni. Quando si tratta di insulti blasfemi è quasi impossibile contro-interrogare i testimoni perché si può essere accusati di essere blasfemi a propria volta. L'avvocato che ha condotto il processo, il signor Chaudry, è musulmano ed era tremendamente sotto pressione, così come il giudice. In aula era presente un gruppo di estremisti islamici, venuti per far sentire la loro presenza, che rumoreggiavano e gridavano in continuazione slogan: "Allahu akbar" (Dio è il più grande) e "blasfema!". In casi precedenti di blasfemia, un giudice era stato ucciso, così il nostro voleva chiudere in fretta il processo. Chaudry voleva contro-interrogare i testimoni ma…

Ma?
Non è proprio stato possibile. Gli avvocati dell'accusa sono molto aggressivi, li conosciamo. Si occupano solo di casi di blasfemia ed erano legati ai gruppi estremisti presenti in aula. Abbiamo l'ufficio davanti al loro a Lahore e non ci hanno mai salutato né stretto la mano. Se potessero, ci aggredirebbero. Sono loro che hanno imposto restrizioni agli avvocati della difesa. Infatti solo Chaudry poteva condurre il processo. E non è l'unica irregolarità.

Quali sono le altre?
Secondo la legge, solo i più alti ufficiali di polizia possono occuparsi dei casi di blasfemia. Ma questo non è avvenuto per Asia Bibi. Durante il primo grado di processo, il suo avvocato difensore è stato accolto in tribunale dal cancelliere, che gli ha puntato direttamente una pistola alla testa. È questo che intendo quando parlo di pressioni.

La Corte suprema accetterà la vostra richiesta di appello?
Non lo sappiamo ma siamo fiduciosi, perché in altri casi precedenti di blasfemia è avvenuto. Nell'Alta corte c'era troppa pressione, nella Corte suprema no.

Il marito di Asia Bibi ha già chiesto la grazia al presidente del Pakistan.
Sì, ma io temo che questa strada sia difficile da praticare. Ovviamente spero che possa intervenire ma la maggioranza del Paese lo metterà sotto pressione. Avrebbe bisogno di coraggio e forse le pressioni dei governi internazionali potranno aiutare. Ma la cosa più semplice sarebbe ottenere l'assoluzione dalla Corte suprema. Io temo che questa decisione però richiederà almeno un anno, forse due.

Asia Bibi è pronta a scontare altri due anni di carcere?
Suo marito l'ha incontrata settimana scorsa e l'ha trovata molto depressa. Quando le hanno detto che l'Alta corte aveva rigettato l'appello si sentiva frustrata, non capiva e ha perso ogni fiducia nei giudici. Sta male anche fisicamente e inizia a manifestare qualche problema di ordine psicologico. La sua prigione purtroppo è peggiore delle altre.

Perché?
Per lei è un doppio supplizio. La prigione è già una punizione in sé ma lei è in isolamento, perché si teme che qualcuno possa assassinarla, come avvenuto in altri casi in carcere per gli accusati di blasfemia. La sua cella poi è piccolissima, non c'è luce naturale ed è molto buia.

Come si può arrivare ad uccidere un imputato in carcere?
Questo succede perché i giudici stessi e l'islam giustificano tali azioni. Ho portato con me alcune sentenze che fanno capire perché questa violenza si scatena solo quando ad essere accusati di blasfemia sono i cristiani. In una sentenza ad esempio la Corte scrive: "Nessun musulmano può essere condannato a morte per blasfemia se nega chiaramente le accuse e afferma di essere un vero musulmano". Si capisce? Non ha bisogno neanche di testimoni, mentre per i cristiani le regole sono diverse.

Cioè?
Si dà per scontato che i cristiani siano blasfemi perché non credono in Allah. Ecco perché per condannarli a morte basta anche una sola persona che renda testimonianza per iscritto. Una solo, mentre per altri reati non è così. In un'altra sentenza di condanna a morte di una coppia cristiana, una Corte ha citato letteralmente un caso tratto dalla storia islamica, nel quale si racconta che un uomo cieco uccise la schiava da cui aveva avuto due figli perché questa insultava Maometto. E quando Maometto chiese all'uomo perché l'avesse uccisa, lui rispose: "Perché ti insultava". Allora Maometto gli avrebbe detto che l'assassinio era giusto. Si capisce? Al Corano, agli hadith e alla storia islamica ci si appella nelle sentenze dei tribunali, non alla legge. E quando un giudice giustifica in base all'islam in una Corte l'uccisione di un cristiano, è normale che poi la gente si faccia giustizia da sola per strada.

I dati però dicono che tra il 1987 e il 2014, 1.438 presone sono state accusate di blasfemia: la metà di queste erano musulmane. Dunque anche loro soffrono per questa legge.
Certo, ma c'è una differenza. Non solo ai musulmani basta negare le accuse per essere assolti, quando sono implicati loro non c'è mai la violenza che vediamo con i cristiani. Faccio due esempi. Nel 2005 un professore musulmano molto importante è stato accusato di blasfemia per aver insultato il Profeta. Gli ulema, i dottori della legge delle varie sette islamiche, si sono riuniti a consiglio e dopo aver sentito le parti hanno deciso che il professore era un buon musulmano e non era colpevole.

E il secondo caso?
L'anno scorso, gli studenti di una scuola coranica sono rientrati dopo le vacanze estive e hanno pulito le classi. Tra le cartacce bruciate all'esterno dell'edificio un passante ha riconosciuto una pagina del Corano. Allora hanno accusato uno dei ragazzi di blasfemia. Ancora gli ulema si sono riuniti e hanno deciso che nonostante una pagina del Corano fosse davvero stata bruciata, siccome quel ragazzo era minorenne e musulmano, di sicuro non aveva davvero intenzione di farlo.

Non l'aveva fatto apposta.
Esatto. Ma se al suo posto ci fosse stato un cristiano? L'abbiamo appena visto: a inizio novembre una coppia di cristiani è stata torturata e poi bruciata viva perché la donna era stata accusata di avere bruciato una pagina del Corano. La legge è la stessa ma il trattamento delle persone cambia. I cristiani non saranno mai al sicuro fino a quando ci sarà la legge sulla blasfemia.

Neanche lei è al sicuro da quando ha deciso di intraprendere la carriera di avvocato.
Nel 2013 hanno crivellato la mia casa di colpi di arma da fuoco. Da allora mia moglie è molto preoccupata ma ogni cristiano viene discriminato di continuo. Quando un mio amico musulmano mi chiede cosa penso del Corano, io non posso rispondere. E non posso neanche dire che Gesù è figlio di Dio, perché altrimenti mi accuserebbero di avere detto che Maometto è un falso profeta. È così che Asia Bibi è stata accusata ed è per questo che le Chiese hanno chiesto a tutti i cristiani di non parlare della propria fede con i musulmani.

Quando hanno fatto questa richiesta?
Specialmente dopo l'11 settembre, quando la situazione è peggiorata, le Chiese hanno deciso di non diffondere in nessun modo il cristianesimo, anche se la Costituzione ce lo consente come diritto. Hanno ordinato a tutti di non parlare della propria fede con i musulmani. Così si può dire che il vero scopo della legge sulla blasfemia sia stato raggiunto.

Quale scopo?
Questa legge è fatta apposta per perseguitare i cristiani. L'obiettivo degli estremisti è impedire che il cristianesimo si diffonda. Ecco perché questa legge deve essere modificata. Perché cancella la nostra libertà religiosa, la nostra libertà di espressione e gli altri nostri diritti fondamentali.

Lei però non si è lasciato intimidire.
Io so di rischiare la vita ma non mi importa. Fare l'avvocato non era il mio piano, è la mia vocazione. È la strada che Dio ha scelto per me e Lui mi sostiene nel percorrerla. E poi ho sempre avuto il piglio giusto. Quando all'università un professore di diritto si è messo a dire che l'Occidente era civilizzato solo perché i suoi popoli hanno seguito il Corano e che Gesù non era davvero figlio di Dio, io mi sono alzato e gli ho detto: "Perché parla di queste cose? Non è la sua materia". Lui si è zittito, si è scusato e ha ripreso a fare lezione.

(Leone Grotti) (Tempi, 05/12/2014)
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